Transizione digitale e intelligenza artificiale: le Regioni fanno squadra per un sistema nazionale condiviso e chiedono un Fondo dedicato al Governo
(UNWEB) – Firenze – Superare la frammentazione tecnologica per costruire un modello federato capace di governare l'impatto dell'intelligenza artificiale e garantire una reale sovranità digitale al Paese.
È questa la direttrice tracciata dalla Commissione per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione approfondita all’interno del Festival delle Regioni, nel corso della quale sono stati approvati due atti strategici destinati alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: un Manifesto comune e un Accordo di collaborazione interregionale.
Nel momento in cui l'Italia si prepara alla fase post-PNRR e guarda alla programmazione europea 2028-2034, i territori rivendicano il proprio ruolo di cerniera tra le grandi strategie nazionali e le ricadute concrete sulle comunità locali. Facendo leva sul metodo collaborativo già sperimentato nei progetti Reg41A con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, la proposta punta a far convergere le forze pubbliche verso un'architettura che assicuri coerenza a livello centrale senza imporre uniformità tecnologica o comprimere le autonomie amministrative.
Il Manifesto poggia sull'applicazione dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali dell'Unione Europea allo sviluppo dei sistemi algoritmici, mettendo al centro le persone prima della tecnologia. L'approccio si articola su interventi mirati all'alfabetizzazione e all'aggiornamento delle competenze di dipendenti pubblici, cittadini e addetti delle PMI, prevedendo il coinvolgimento dei centri per l'impiego per tutelare i lavoratori dai contraccolpi dell'automazione. Accanto alla stabilizzazione delle reti territoriali di facilitazione digitale, il documento promuove un forte sostegno economico a startup e imprese e alleanze con università, centri di ricerca e comunità open source. A supporto di questa visione, le Regioni indicano il potenziamento dei poli digitali e delle infrastrutture pubbliche condivise — dai datacenter al cloud federato, fino al supercalcolo sostenuto dalla banda ultralarga —, affiancato da un rigido governo della qualità dei dati federati con la PDND e da uno scudo cibernetico diffuso in linea con le direttive NIS2 e GDPR.
A dare gambe operative a questa strategia è l'Accordo di collaborazione interregionale stipulato ai sensi della legge 241/1990. L'intesa risponde alla necessità di unire le forze per evitare duplicazioni inefficienti e scongiurare i rischi di dipendenza tecnologica da grandi operatori extraeuropei, preservando il pieno controllo pubblico sugli asset strategici. Il modello operativo scelto è di tipo modulare e federato: attraverso intese mirate tra due o più enti, le Regioni potranno sviluppare Poli Digitali e condividere servizi cloud qualificati dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, anche in raccordo con il Polo Strategico Nazionale. L'accordo impegna inoltre le amministrazioni a un impiego dell'IA etico, trasparente e costantemente sottoposto a supervisione umana, nel rispetto dell'AI Act europeo e della legge nazionale 132/2025, affrontando al contempo il nodo cruciale della sostenibilità dei costi di gestione ordinaria nella delicata transizione post-PNRR.
“La sfida dell'intelligenza artificiale e della transizione digitale non può essere affrontata in ordine sparso: è il momento di superare ogni frammentazione e fare sistema a livello nazionale - dichiara al riguardo Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria e coordinatore della Commissione per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione”.
Il percorso si completa con due proposte operative indirizzate all'Esecutivo. La prima riguarda l'istituzione di un "Fondo Nazionale per l'IA Territoriale Responsabile", alimentato da una quota del Fondo per l'Innovazione Tecnologica e dai futuri stanziamenti europei, destinato a finanziare progetti coordinati di alfabetizzazione, sperimentazioni in sandbox certificate con AgID e ACN, osservatori regionali sull'impatto occupazionale e la messa in produzione di soluzioni collaudate. La seconda richiesta sollecita invece una governance nazionale unitaria e stabile: una regia fondata sulla leale collaborazione istituzionale, capace di distinguere con chiarezza l'indirizzo politico dal coordinamento tecnico-operativo per trasformare i principi in servizi e benefici misurabili per cittadini e imprese, allontanando ogni rischio di appesantimento burocratico.
“Con il Manifesto e l'Accordo interregionale approvati oggi, le Regioni scelgono di guidare il cambiamento mettendo al centro le persone, il lavoro e le competenze prima degli algoritmi, a tutela dell'autonomia e della sovranità digitale del nostro Paese. Vogliamo valorizzare i territori attraverso infrastrutture pubbliche condivise, poli digitali e un cloud federato sicuro, riducendo il rischio di dipendenze tecnologiche da operatori esterni. Al Governo proponiamo un'alleanza solida: una regia unitaria e l'istituzione di un Fondo Nazionale per l'IA Territoriale Responsabile, indispensabile per accompagnare la delicata fase post-PNRR e garantire che l'innovazione si traduca in servizi semplici, equi e sicuri per cittadini e imprese”.
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