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Politica

Proietti al Festival delle Regioni con Fitto e Fedriga: "Diamo ai giovani la libertà di restare"

Il confronto tra la Presidente dell'Umbria e i vertici europei e regionali sul futuro delle politiche di coesione.

Di Redazione Umbria Notizie Web 27 Ottobre 2026 – 08:17 4 min di lettura

(UNWEB) – Firenze, – Firenze – Garantire ai giovani la libertà di scegliere dove vivere, studiare e lavorare, contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il ruolo delle Regioni nella programmazione delle risorse europee.

Sono stati questi i temi al centro del confronto "Right to Stay – La tua Regione, il tuo futuro", che ha visto protagonisti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme Raffaele Fitto e il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga, nell'ambito della quinta edizione del Festival delle Regioni.

L'incontro, moderato dal giornalista Carlo Nicotra, si è inserito in una giornata di confronto istituzionale sulle prospettive del bilancio europeo 2028-2034, sulla gestione delle risorse, sul PNRR e sul futuro delle politiche di coesione.

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha illustrato lo stato di avanzamento della strategia europea "Right to Stay", finalizzata a contrastare la crisi demografica, lo spopolamento e le disparità territoriali: "Stiamo lavorando a una strategia fondamentale per il futuro dei territori europei. Da una parte assistiamo alla concentrazione della popolazione nelle grandi aree urbane, dall'altra abbiamo territori rurali, montani e periferici che continuano a perdere popolazione, soprattutto giovani. Dobbiamo costruire una risposta integrata, superando la logica dei singoli interventi che non dialogano tra loro".

"Il diritto di restare deve diventare anche la libertà di scegliere di tornare dopo essersi formati altrove. I giovani europei pensano e parlano europeo, sono le generazioni Erasmus e noi, come istituzioni, non possiamo deluderli - ha affermato la presidente Proietti. L'Umbria è una regione dove le aree interne rappresentano oltre il 62 per cento del territorio e interessano circa un terzo della popolazione. Stiamo lavorando contemporaneamente su collegamenti, servizi e opportunità, affinché abitare nei nostri borghi e nelle nostre aree montane possa diventare una scelta di qualità della vita".

La presidente ha richiamato la necessità di preservare le risorse europee destinate alla coesione e il principio di sussidiarietà, ribadendo che le politiche pubbliche possono essere attuate con maggiore efficacia dalle istituzioni più vicine ai cittadini.

La presidente Proietti ha quindi illustrato le misure messe in campo dalla Regione Umbria: "Abbiamo scelto di investire sui giovani e sulla ricerca, utilizzando anche le opportunità offerte dalla riprogrammazione del Fondo sociale europeo. Abbiamo finanziato nuove borse di dottorato con un'indennità maggiorata del 40 per cento, puntando sulla ricerca applicata e sul rapporto con il sistema produttivo. Vogliamo trattenere i nostri talenti, ma anche attrarre giovani ricercatori da altri territori".

L'intervento prevede oltre 3,6 milioni di euro per 38 borse di dottorato, aggiuntive rispetto a quelle finanziate dal Ministero. La presidente Proietti ha inoltre ricordato il rifinanziamento delle misure per i giovani agricoltori e il sostegno alle startup e alle microimprese innovative, sottolineando l'importanza di salvaguardare i finanziamenti europei destinati all'agricoltura.

Particolare attenzione è stata dedicata alla mobilità, considerata una condizione fondamentale per garantire il diritto allo studio e contrastare l'isolamento territoriale.

"In Umbria abbiamo introdotto la possibilità per gli studenti di viaggiare con un abbonamento annuale al trasporto pubblico locale di 70 euro. È una misura che consente ai ragazzi di muoversi per studiare, ma anche per vivere pienamente il proprio territorio. È nata anche dall'ascolto delle consulte studentesche, che abbiamo voluto coinvolgere nei tavoli di concertazione - ha ricordato Proietti.

La misura è sostenuta attraverso 10,4 milioni di euro di risorse FSE+ e 3 milioni di fondi regionali: "Senza il contributo dell'Europa non avremmo potuto garantire un intervento di questa portata. Il diritto di restare passa anche dalla possibilità di muoversi liberamente e partecipare alla vita della propria comunità".

La presidente ha inoltre illustrato la strategia regionale per valorizzare i borghi e le aree interne attraverso l'integrazione tra agricoltura, turismo, mobilità e innovazione digitale, anche in occasione dell'Ottavo Centenario della morte di San Francesco: "Vogliamo promuovere l'autenticità dell'Umbria, valorizzando i piccoli borghi, il patrimonio ambientale, le eccellenze enogastronomiche e i cammini francescani. Il turismo lento e sostenibile può diventare un moltiplicatore di opportunità, accompagnato da servizi moderni, collegamenti efficienti e infrastrutture digitali".

Il vicepresidente Fitto ha sottolineato che il diritto di restare deve tradursi in una strategia europea capace di integrare infrastrutture, connettività, servizi pubblici, investimenti e occupazione. "Non possiamo immaginare un'Europa più competitiva che dimentichi interi territori e decine di milioni di cittadini, perché questo rischierebbe soltanto di aumentare le disparità".

Il vicepresidente ha collegato la strategia alla programmazione del bilancio europeo 2028-2034, con l'obiettivo di prevedere strumenti specifici nei futuri piani nazionali e regionali di partenariato. La consultazione pubblica ha raccolto oltre 700 contributi e la presentazione della strategia è prevista per la fine di gennaio 2027. "Non dovrà rappresentare il punto di arrivo, ma l'inizio della fase di attuazione - ha precisato Fitto".

Il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha condiviso la necessità di coordinare le politiche pubbliche, valorizzando la qualità della vita nelle aree meno densamente popolate e garantendo collegamenti efficienti con i principali centri economici.

Fedriga ha richiamato gli strumenti di continuità territoriale, sottolineando come anche collegamenti economicamente difficili da sostenere possano risultare fondamentali per consentire alle persone di scegliere dove vivere e lavorare.

Dal confronto è emersa la necessità di costruire politiche di lungo periodo capaci di integrare sviluppo economico, innovazione, servizi e qualità della vita, riconoscendo alle Regioni un ruolo centrale nella definizione delle priorità e nell'utilizzo delle risorse europee.

Nota della Redazione

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