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Politica

Gioco d’azzardo, approvate linee indirizzo per intervento sociosanitario e formazione: per assessore Barberini, “nuove risposte contro una grave dipendenza”

Di Redazione Umbria Notizie Web 11 Ottobre 2016 – 12:00 4 min di lettura

(UNWEB) Perugia – Definire un piano regionale di intervento sociosanitario per la cura e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico: con questo obiettivo la Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore regionale alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, ha approvato due distinti atti volti da una parte a definire le linee di indirizzo per la realizzazione del Sistema regionale di servizi sociosanitari per l’accoglienza e la presa in carico dei giocatori d’azzardo patologici e delle loro famiglie, e dall’altra a stabilire le modalità di formazione dei gestori e del personale delle da gioco e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.


“L’obiettivo - ha spiegato l’assessore Barberini - è quello di dare risposte organiche ed efficaci a una problematica sempre più diffusa in Umbria, che comporta gravi ripercussioni non solo nei soggetti direttamente coinvolti, ma anche nelle loro famiglie”.
Per dare un’idea della portata del fenomeno l’assessore ricorda i dati riportati dall’Osservatorio Regionale sulle Dipendenze: “Si stima che in Umbria siano circa 10mila le persone con profilo di gioco problematico – ha riferito - in pratica il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni, un dato in linea con la media nazionale. A giocare sono più uomini (37 per cento) che donne (18 per cento), mentre i giochi preferiti sono il gratta e vinci e il lotto istantaneo, seguiti dalle scommesse sportive e dalle carte”.
L’assessore ha quindi precisato che “gli umbri dipendenti da gioco d’azzardo presi in carico dai servizi attivati nelle Usl nel 2015 sono stati 357. Gli utenti maggiormente coinvolti nei percorsi di recupero hanno tra i 45 e i 54 anni e sono soprattutto uomini (81 per cento). Negli ultimi anni, c’è stato un ricorso crescente ai servizi infatti, dal 2013 al 2015 l’utenza è quasi raddoppiata (+89per cento), passando da 199 a 357 unità”.
Barberini ha inoltre evidenziato che “nel 2015, gli umbri hanno investito 1.029 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli e il 59 per cento della raccolta è legata ad apparecchi elettronici e slot machine. Togliendo da questa somma le vincite, risulta che in Umbria una spesa di 235milioni di euro, mentre la cifra spesa pro-capite è di 263 euro, dato che colloca la nostra regione al decimo posto in Italia. Al maggio 2016, risultavano 1.397 (1.054 nella provincia di Perugia e 343 in quella di Terni) gli esercizi commerciali autorizzati a tenere varie forme di gioco”.
“Alla luce di questi dati – ha evidenziato Barberini – la Regione vuole creare un modello d’intervento omogeneo, con un sistema di servizi socio-sanitari rivolti alla prevenzione, alla cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico, un punto di riferimento nei territori, per lo sviluppo di azioni e progettualità integrate con le istituzioni locali, il terzo settore e il volontariato. In pratica, si vuole arrivare a definire un programma che comprenda attività di prevenzione, consolidamento degli interventi di trattamento e potenziamento delle attività di inserimento sociale e sostegno della gestione economica. Tra gli obiettivi è inserito anche la definizione di un protocollo di collaborazione regionale con le associazioni interessate al tema delle dipendenze e l’individuazione dei criteri di autorizzazione e accreditamento per le strutture residenziali in cui accogliere i soggetti con grave dipendenza”.
“Le azioni programmate – ha detto l’assessore - rispondono in pieno alla legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico, approvata nel novembre 2014 e al conseguente piano operativo che prevede una serie di attività mirate al contenimento del fenomeno e alla regolamentazione dell’attività dei locali con apparecchi per il gioco lecito, come ad esempio la definizione della distanza dei locali da luoghi sensibili come scuole, spazi di aggregazione giovanile e strutture sanitarie residenziali”.
A proposito l’assessore ha anche ricordato la creazione del marchio “No Slot”, l’obbligo dei corsi di formazione per i gestori e il personale che opera nelle sale da gioco, nonché gli sgravi fiscali a favore dei locali eticamente corretti.
Secondo Barberini “particolarmente significativa è l’attivazione del numero verde regionale per il gioco d’azzardo patologico (800 410 902), che offre gratuitamente e in forma anonima informazioni, ascolto, consulenza ed orientamento, mentre è in fase di avvio una campagna di comunicazione regionale finalizzata a sostenere gli strumenti e gli obiettivi della legge contro la ludopatia”.
Infine concludendo, ha ricordato che “presso il Dipartimento dipendenze della Usl Umbria 2 con sede a Foligno è stato attivato il centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo, che sperimenta concretamente un modello d’intervento multidisciplinare e integrato, valutato positivamente e presto applicato anche nel resto della regione. Contestualmente è stato realizzato un corso di formazione rivolto agli operatori sanitari e sociali oltre che ai volontari impegnati in questo settore”.

Nota della Redazione

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