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Cultura

Bicentenario Canova, a Perugia apre un’esposizione-itinerario tra Palazzo Baldeschi e il MUSA, Museo dell’Accademia di Belle Arti

Di Redazione Umbria Notizie Web 6 Luglio 2022 – 18:40 5 min di lettura

74f7ccce 4e87 43d2 b3a1 35960d5fc648Dal 6 luglio la mostra dedicata al grande scultore organizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e dalla Fondazione Perugia

(UNWEB) Perugia, - L’Umbria celebra Canova. Dal 6 luglio, a Perugia, il MUSA, museo dell’Accademia di Belle Arti e Palazzo Baldeschi al Corso aprono le porte a un’ampia rassegna dedicata al grande scultore nel bicentenario della morte: “Al tempo di Canova. Un itinerario umbro”.

Due sedi espositive nel centro storico cittadino per un progetto di ampio respiro promosso dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e dalla Fondazione Perugia, già impegnate in passato in iniziative condivise, e curato da Stefania Petrillo, docente dell’Università di Perugia. Per l’Accademia di Belle Arti la parte organizzativa è stata coordinata da Giovanni Manuali, per la Fondazione Perugia da Maria Cristina De Angelis.

Incentrata sul nucleo dei gessi canoviani conservati al MUSA, museo dell’Accademia di Perugia – tra i quali Le tre Grazie, donate dallo stesso scultore nel 1822 – l’esposizione valorizza il contesto artistico e culturale entro cui queste opere si inserirono, raccontando un’Umbria inscritta in più ampie dinamiche e in una vivace rete di relazioni.

«Formano catena e collezione», spiegava Canova a Napoleone nel 1810 per dissuaderlo dal sottrarre altri capolavori all’Italia, sottolineando l’importanza del legame che si stabilisce tra le opere e i luoghi “originari”. Questa l’idea-guida della esposizione perugina che punta a evidenziare ciò che orbita tra Sette e Ottocento intorno ai “Canova umbri”: un tessuto connettivo vitalizzato da un incessante scambio con l’“Università delle arti” che è Roma e da una circolazione delle idee e del gusto che inserisce la regione in una più vasta comunità delle arti, delle lettere, del pensiero.

Tante le novità presenti in questa rassegna concepita come un viaggio nel tempo, con oltre cento opere che racconteranno “le arti sorelle” fiorite in un’epoca che pur tra i grandi sconvolgimenti della Storia, o forse proprio per questo, coltivò il Bello: scultura, architettura, pittura, anche nell’Umbria pontificia e napoleonica furono partecipi di quella «felice rivoluzione delle arti» che ebbe in Canova il protagonista assoluto.

Tra gli artisti presentati in mostra, insieme a Canova, Giuseppe Valadier, Vincenzo Pacetti, Carlo Labruzzi, Pietro Labruzzi, Cristoforo Unterperger, Abraham-Louis-Rodolphe Ducros, Stefano Tofanelli, Tommaso Maria Conca, Pietro Benvenuti, Vincenzo Camuccini, Jean-Baptiste Wicar, Tommaso Minardi, Giovanni Sanguinetti.

Gloria e mito di un’epoca che al culto dell’Antico unì la passione per le sue sublimi invenzioni, Canova, il “classico moderno”, fu acclamato da pontefici, sovrani, accademie e collezionisti di tutta Europa. Nel portentoso raggio della sua attività e della sua influenza, lo scultore, che in Umbria fu proprietario di un palazzo a San Gemini con vasti possedimenti, stabilì non effimere relazioni anche con molti esponenti del ceto dirigente locale, intellettuali, alti prelati, collezionisti, in una comune visione dell’arte come fattore di educazione ai valori estetici e civili più alti.

L’itinerario dell’esposizione – reale e ideale – avrà così piccole e grandi “stazioni di posta” intorno ad opere e protagonisti di una stagione culminata nel legame particolarmente influente che Canova ebbe tra il 1812 e il 1822 con l’Accademia di Belle Arti di Perugia, di cui orientò le scelte, appoggiando la nomina di direttori quali Carlo Labruzzi, Tommaso Minardi, Giovanni Sanguinetti.

Sette sono le sezioni tematiche: L’Umbria pontificiaLa stagione napoleonicaIl paesaggio, Canova e l’Accademia di Belle Arti di Perugia«Un’altra linea di bello»: verso il PurismoLe incisioni, L’eredità di Canova.

La vera sorpresa della mostra arriva però da una delle opere lasciate in eredità all’Accademia dal fratellastro di Canova, Giovanni Battista Sartori, la colossale testa del cavallo, modello del monumento equestre a Ferdinando I di Borbone, una delle ultime opere del grande scultore, “riscoperta” in questa occasione: verrà esposta a palazzo Baldeschi in un inedito confronto con la testa del cavallo del Marco Aurelio, il calco fatto eseguire e preso a modello da Canova (oggi a Ravenna).

“Canova, che abbiamo deciso di ricordare in occasione del bicentenario della morte – afferma la Presidente della Fondazione Perugia, Cristina Colaiacovo - è stato un artista che, accanto al suo lavoro, ha sempre avuto attenzione anche per la conservazione e la tutela del patrimonio culturale inteso come bene comune, come eredità da tramandare e rendere fruibile. Un’idea dell’arte anticipatrice e modernissima, esattamente la stessa alla base del lavoro di promozione e tutela da parte di una realtà come la Fondazione Perugia. E’ stata dunque naturale la collaborazione che abbiamo rinnovato con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” - che custodisce numerosi gessi del grande scultore - per la realizzazione di progetto che dà continuità alla nostra programmazione, ormai trentennale, indirizzata a far risaltare nei diversi artisti la relazione che essi hanno intrattenuto con il nostro territorio”.

"Come già con la precedente iniziativa per la ricorrenza della morte di Raffaello – commenta Mario Rampini, Presidente Fondazione Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia - l'Accademia ripropone la collaborazione con la Fondazione di Perugia per una nuova proposta culturale rivolta alla città e alla regione tutta, nella ricorrenza di uno degli artisti e scultori italiani di assoluto livello europeo: Canova per l'Accademia perugina rappresenta una imperdibile occasione per ricostruire uno straordinario momento storico, tra Napoleone e la Restaurazione, in cui la nostra città e l'Istituzione, oggi AFAM (Alta formazione artistica), vennero a trovarsi in un crocevia di personalità, di artisti, architetti, scultori, intellettuali, che la posero, assieme ai luoghi maggiori dell'Umbria, al punto più alto della cultura europea del tempo".    

Per accedere alle due sedi espositive sono previsti due biglietti di ingresso distinti. Palazzo Baldeschi e il MUSA applicano una riduzione reciproca sui biglietti: il visitatore che si presenterà in una delle sedi della mostra con il biglietto dell'altra avrà diritto all’ingresso ridotto.

La mostra è corredata di un corposo catalogo edito da "ABA PRESS", la cui realizzazione editoriale è stata curata da Fabrizio Fabbri Editore.

Titolo: “Al tempo di Canova. Un itinerario umbro

Organizzazione: Fondazione Perugia e Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”

A cura di: Stefania Petrillo

Date: 6 luglio – 1° novembre 2022

Sedi: Palazzo Baldeschi, Corso Vannucci, 66 - MUSA - Museo dell’Accademia di Belle Arti, Piazza San Francesco, 5 – PERUGIA

Orari

Palazzo Baldeschi al Corso: dal martedì al venerdì 15.30-19.30. Sabato e domenica 10.30/13.30 – 15.30/19.30

Info e prenotazioni: Tel: 075 5734760 - palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it

www.fondazionecariperugiaarte.it

MUSA - Museo dell’Accademia di Belle Arti: giovedì e venerdì 15:30-18:30. Sabato e domenica 10.30-13.30/15.30-18.30.

www.abaperugia.com

Biglietti

Palazzo Baldeschi: biglietto intero 7 euro; biglietto ridotto 4 euro

MUSA: biglietto intero 4 euro; biglietto ridotto 3 euro

 

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Nota della Redazione

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