Dal 4 settembre 2026 la Galleria Nazionale dell'Umbria si arricchisce di un nuovo capolavoro: il San Rocco di Bartolomeo Caporali
Foto : Giusti
10 anni di acquisizioni nella collezione della Galleria Nazionale dell'Umbria
L'opera dell'artista quattrocentesco, parte della Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago, torna in Umbria, grazie al contributo Art Bonus di AgriEuro.
Il San Rocco sarà eccezionalmente esposto nella sala 18 della Galleria Nazionale dell'Umbria, da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026.
(UNWEB) Perugia. Dal 4 settembre 2026, la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia si arricchisce di un nuovo capolavoro. Si tratta del San Rocco, realizzato intorno al 1487 dall'artista umbro Bartolomeo Caporali (1420-1505), un tempo parte della cosiddetta Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago, smembrata negli anni settanta del Settecento e ridotta in frammenti, due dei quali già conservati dal museo perugino.
L'opera sarà eccezionalmente esposta, dalle ore 15.00 di venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026, all'interno della sala 18 della Galleria Nazionale dell'Umbria.
Il dipinto sarà poi sistemato in deposito in attesa di essere oggetto della ricomposizione - sinora mai avvenuta - dei frammenti superstiti della Pala dei Cacciatori, in occasione della mostra dedicata alle nuove acquisizioni del museo, in programma nella prossima primavera.
L'acquisto del San Rocco, per l'importo di €. 60.000,00, è frutto del generoso contributo Art Bonus di AgriEuro azienda e-commerce con sede a Spoleto (PG), e da tempo impegnata attivamente nel sostegno alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio Proprio l'anno scorso si è concluso l'intervento di restauro del Sipario Storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, finanziato attraverso l'Art Bonus, in collaborazione con il Comune di Spoleto.
Ritenuto disperso, il dipinto di Bartolomeo Caporali ritorna in Umbria grazie all'identificazione dell'opera sul mercato antiquario da parte del professor Emanuele Zappasodi (Università per Stranieri di Siena), e al positivo rapporto instaurato con la galleria Moretti Fine Art di Londra, che ha agevolato in maniera importante le trattative e si è fatta carico dell'intervento di restauro del dipinto, eseguito a Firenze da Loredana Gallo.
Tutta l'operazione documenta come il museo rappresenti il fulcro di attività diverse ma interconnesse: da un lato, lo studio specialistico altamente qualificato si intreccia con occasionali attività legate al mondo antiquariale; dall'altro, i valori aziendali della ditta donatrice dialogano con il ruolo identitario che l'istituzione riveste per il territorio.
"L'acquisizione di questo dipinto di Bartolomeo Caporali - afferma Veruska Picchiarelli, delegata alla direzione dei Musei Nazionali dell'Umbria - rappresenta un momento di grande importanza per la Galleria Nazionale dell'Umbria. Accogliere nelle nostre collezioni un'opera di tale rilievo, che va oltretutto a reintegrare un complesso smembrato e in parte disperso, significa non solo restituire la giusta attenzione a uno dei protagonisti della pittura umbra del Quattrocento, ma anche riappropriarsi di una parte importante della nostra identità culturale. L'ingresso del San Rocco si inserisce infatti nel percorso di studio e valorizzazione che il museo dedica alla cultura figurativa del territorio, offrendo al pubblico una nuova occasione per approfondire la ricchezza e la qualità dell'arte umbra del Rinascimento.
Un particolare ringraziamento va ad Alessia Settimi e ad AgriEuro, azienda umbra di respiro internazionale che ha scelto di sostenere i Musei Nazionali dell'Umbria attraverso il contributo Art Bonus, che per la prima volta viene destinato all'incremento della collezione della Galleria. Questo significativo gesto di mecenatismo sposa la visione lungimirante di una realtà imprenditoriale attenta e sensibile alla valorizzazione del contesto in cui opera alla missione di creare sinergie con il territorio, che è propria delle istituzioni culturali".
"Crediamo che il mecenatismo d'impresa possa contribuire a rafforzare il legame tra patrimonio culturale e comunità, custodendo ciò che abbiamo ricevuto e rendendolo fruibile alle generazioni future. Le aziende cambiano e si trasformano nel tempo; un'opera d'arte, invece, attraversa i secoli", ha dichiarato Alessia Settimi, Chief Operating Officer di AgriEuro. "Aver contribuito all'acquisizione del San Rocco di Bartolomeo Caporali è per noi motivo di grande orgoglio e rappresenta la prosecuzione di un percorso di valorizzazione culturale che sentiamo parte del nostro modo di fare impresa. Ci hanno affascinato molto anche i valori rappresentati dalla figura di San Rocco, pellegrino dedito alla cura degli altri, così come il viaggio stesso dell'opera, dispersa fuori dall'Italia e oggi finalmente tornata in Umbria."
La valorizzazione delle acquisizioni della Galleria Nazionale dell'Umbria
Oltre all'ingresso del San Rocco di Bartolomeo Caporali, la Galleria Nazionale dell'Umbria proporrà una serie di attività mirate a valorizzare tutte le recenti acquisizioni del museo, che comporrà una gran parte della programmazione espositiva dei prossimi mesi.
In particolare, dal 18 settembre 2026, la Sala Podiani ospiterà, fino al 1°novembre 2026, la mostra della collezione fotografica ottenuta grazie a due edizioni del bando Strategia per la Fotografia emanato annualmente dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del MiC: quella del 2024 ha consentito a Luigi Spina di realizzare su commissione dei Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria una vasta campagna fotografica ispirata all'Umbria di san Francesco; quella del 2025 ha permesso di acquistare le stampe del ciclo realizzato in Umbria da Fulvio Roiter nel 1957 e alcune fotografie originali di Mario Giacomelli che ritraggono, insolitamente a colori, la Piana di Castelluccio di Norcia in fiore.
Nella primavera 2027 saranno, invece, presentate le opere pittoriche entrate nella raccolta della Galleria Nazionale dell'Umbria negli ultimi dieci anni, ovvero dal conseguimento dello status di istituto ad autonomia speciale. Fulcro dell'iniziativa sarà proprio il San Rocco di Bartolomeo Caporali, eccezionalmente affiancato dai frammenti superstiti della Pala dei Cacciatori, ovvero i due appartenenti alla collezione della GNU e i due provenienti dai Musei Civici di Udine e dalla Fondazione Federico Zeri. A questi, si aggiungeranno altre acquisizioni di straordinaria qualità, profondamente connesse con l'identità del museo e con il percorso artistico del suo territorio, che saranno esposte in un suggestivo allestimento volto a contestualizzarle e a raccontarne meglio le peculiarità, tramite una selezione di altri importanti lavori, evocativi di tratti specifici della loro vicenda storica e dei loro valori formali.
La Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago.
Il frammento con la figura di San Rocco apparteneva in origine a una tabula quadrata raffigurante una Sacra conversazione, commissionata a Bartolomeo Caporali nel 1487 dai cacciatori di Castiglion del Lago per la pieve extra muros di Santa Maria Maddalena. La tavola originale, a causa dell'irrecuperabile ammaloramento, venne suddivisa in più parti nel 1774 per ordine del reverendo don Giuseppe Bernardi e collocata nella casa parrocchiale, dove Giovan Battista Cavalcaselle nel 1864 vide e disegnò i singoli frammenti. Grazie a questa preziosa documentazione si è potuto ricostruire la composizione originale dell'opera che prevedeva, al centro, una Vergine col Bambino assisa in trono e, ai lati, due coppie di santi: a sinistra santa Maria Maddalena e san Sebastiano, a destra sant'Antonio Abate e san Rocco. Negli anni immediatamente successivi alla ricognizione di Cavalcaselle, questi dipinti finirono, come tanti in quell'epoca, nel flusso della diaspora antiquaria postunitaria; una testa d'Angelo e il volto di Maria Maddalena, tuttavia, furono recuperati dalla Prefettura di Venezia e assegnati alla Civica Pinacoteca Vannucci già nel 1870 per diventare parte della collezione della Galleria Nazionale dell'Umbria. Altri due frammenti, quello raffigurante Antonio abate e un altro Angelo, furono acquisiti, dopo un passaggio in collezione privata, dai Musei Civici di Udine e pubblicati da Umberto Gnoli nel 1916 assieme ai due frammenti perugini.
Dopo circa mezzo secolo, nel 1969, Elizabeth Gardner, curatrice al Metropolitan Museum di New York, individuò nella collezione di Federico Zeri la tavola con la figura del San Sebastiano, acquistata tempo prima dal grande studioso e collezionista sul mercato antiquario fiorentino.
Il San Rocco è rimasto invece nascosto fino a tempi recenti, quando è transitato nel mercato antiquario francese, dove è ricomparso con attribuzioni fantasiose e per nulla pertinenti. Individuata e riportata in Italia, al termine di un accurato restauro, la piccola tavola ha recuperato pienamente l'aggrottata ma elegante espressività del volto del giovane santo-pellegrino, incorniciato da una cascata di riccioli biondi ricadenti fin sulle spalle ed esaltato dallo scuro cappello a larga falda. La sua interazione con il corpus di elementi già in possesso della Galleria Nazionale dell'Umbria rappresenta un recupero di grande significato sia per la ricostruzione di un'opera fondamentale del Rinascimento umbro, sia per lo studio della piena maturità artistica di un pittore di talento e riconosciuto come Bartolomeo Caporali, che ha svolto un determinante ruolo di cerniera tra la tradizione bonfigliesca e la nuova lingua fiorentina importata dal giovane Pietro Vannucci nella Perugia del Quattrocento.
Con questo arrivo, la Galleria Nazionale dell'Umbria testimonia la vivacità del museo perugino, nelle cui missioni essenziali vi è quella di accrescere, custodire e studiare il patrimonio artistico e di diffonderne sempre più efficacemente la conoscenza.
Nel corso di oltre 10 anni di "autonomia" - a partire dal DPCM 171 del 29 agosto 2014, fino alle più recenti modifiche normative - la Galleria Nazionale dell'Umbria, che dal 2024 si è fusa sotto il profilo amministrativo con gli altri 14 musei statali dell'Umbria dando vita a un unico Istituto autonomo, ha ampliato notevolmente la sua collezione.
Grazie ad acquisti e donazioni effettuati direttamente dal Ministero della Cultura, dal museo stesso o da donatori privati, per lascito o attraverso lo strumento dell'Art Bonus, la raccolta del principale museo della regione si è notevolmente incrementata, soprattutto negli ultimi anni, andando a colmare alcuni 'vuoti' nella lunga teoria di artisti che hanno segnato la storia dell'arte umbra ma anche, come nel caso della collezione fotografica, aprendo filoni di raccolta finora inediti.
AgriEuro
AgriEuro è il principale e-commerce europeo specializzato nella vendita online di macchine per l'agricoltura e il giardinaggio. Fondata in Italia nel 2008 con sede a Spoleto (PG), opera nei principali mercati europei attraverso cinque siti dedicati, raggiungendo oltre 4 milioni di visite al mese. L'azienda conta attualmente 190 collaboratori, con un'età media di 33 anni, e nel 2025 ha registrato un fatturato di 162 milioni di euro, di cui circa il 50% generato dall'export. Accanto alla crescita internazionale, AgriEuro mantiene un forte legame con il territorio e sostiene iniziative dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale. La donazione di 130.000 euro attraverso Art Bonus, per il restauro del Sipario Storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto ne è un esempio. L'intervento ha vinto il Concorso Art Bonus 2025, e ha visto l'opera tornare in scena dopo 25 anni di assenza.
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