Uno spareggio per la storia. Presentato a Palazzo dei Priori il libro “La Grande Rimonta del Grifo”
(UNWEB) Perugia. Il 1998 è un anno destinato a rimanere per sempre scolpito nella memoria dei tifosi del Perugia. L’evento a cui si fa riferimento è chiaramente lo spareggio di Reggio Emilia del 21 giugno tra i biancorossi ed il Torino, vinto dai primi al termine di una drammatica lotteria dei calci di rigore. Il traguardo, ancora oggi oggetto di ricordi e discussioni varie in città, arrivò al termine di una stagione per certi versi travagliata, segnata da cambi di allenatori in serie (da Perotti a Bigon, poi ancora Perotti ed infine l’uomo della svolta, Ilario Castagner) ed è stato per questo ancora più bello raggiungerlo.
Riccardo Gaucci svela l’episodio probabilmente decisivo: “L’altro giorno stavo rivedendo le immagini della conferenza della presentazione del mister. Nell’ufficio di mio padre in piazza Esquilino a Roma mio padre e l’avvocato Salerni hanno stilato la tabella. Rivedere questa cosa mi ha fatto tornare indietro nel tempo”.
Alberto Di Chiara, ex calciatore biancorosso prima e team manager poi, conserva ricordi indelebili: “Si può definire l’annata più pazza e più entusiasmante nello stesso tempo. Potevo chiudere la carriera a New York, poi con Riccardo abbiamo deciso di intraprendere questa nuova esperienza, durata sette anni. Nel calcio le tabelle non vengono quasi mai rispettate, ma quella volta è stato così”.
Grande emozione anche nelle parole di Alessandro Cucciari: “Ilario riuscì a ricompattare un ambiente che si era deteriorato con la sua esperienza e la sua semplicità. Capimmo che si poteva raggiungere l’obbiettivo solo facendo ciò che ci veniva richiesto”. Poi qualche rivelazione: “Il giorno dopo la finale Cerulli mi opero perché avevo giocato tutto l’anno con una caviglia mezza andata. Inoltre arrivavo da Lecce, con cui avevo vinto la C e la B, e firmai in modo non regolamentare. Purtroppo il Perugia retrocesse. La famiglia Gaucci fece uno sforzo economico importante”. Cucciari ha poi spiegato che “i problemi di spogliatoio nacquero dal fatto che alcuni non sentivano la fiducia. Quell’anno io feci 35 presenze poi dovetti andare alla Ternana”. C’è del rammarico ma nessun rancore: “Partii in ritiro con la squadra, ma mi sentivo messo un po ‘da parte. Mi fecero giocare la Coppa Italia e poi arrivo il transfert di Nakata. Capii che non avevo spazio e allora prendemmo questa decisione. Ma sarò sempre riconoscente a questa società che ha portato il calcio vero a Perugia”.
Infine il dottor Giuliano Cerulli: “Posso dire che c’ero anche io. Nel 1992 mi chiamarono a fare il responsabile medico e porto riconoscenza massima. Ricordi? Per vari motivi professionali non andavo alle partite, ma a Firenze andai in panchina e vincemmo 4-3. Gaucci mi disse che portavo fortuna e dovevo sempre andare. E’ stato un grandissimo presidente. A Tokyo poi quando mi controllavano il passaporto dissero “Perugia Nakata”. Questo per far notare come la nostra città fosse conosciuta in tutto il mondo”.
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