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Lettere in Redazione

“Sul deposito cauzionale avevamo ragione. Umbra Acque restituisca il maltolto e paghi gli indennizzi”

Di Redazione Umbria Notizie Web 4 Novembre 2015 – 10:20 2 min di lettura

100843 umbraacque(ASI) Lettere in redazione. Perugia. La storia del deposito cauzionale, che Umbra Acque, con autorizzazione e disposizione dei sindaci dell’Ati 2, fece pagare ai cc.dd. utenti morosi ovvero coloro che, secondo Umbra Acque, avevano pagato una bolletta oltre il decimo giorno dalla scadenza, data ormai ad oltre tre anni fa.

I Sindaci dell’Ati 2 decisero, in maniera totalmente illegittima, che gli utenti presunti ritardatari (non vi era possibilità di prova del ritardo nel pagamento) dovessero pagare un deposito cauzionale equivalente a 100 metri d’acqua (!) a prescindere dal consumo medio. E così attività commerciali con consumo medio giornaliero di 1, 2, massimo 4 metri cubi annui, secondo i loro sindaci e secondo Umbra Acque, dovevano pagare somme di oltre 150 euro (100 metri cubi); somme che di fatto si traducevano in anticipazioni sui consumi, per anni e anni. All’epoca, insieme a tanti utenti che ebbero il coraggio di ribellarsi, facemmo reclami e molti rifiutarono di effettuare il pagamento. La stessa Camera di Commercio di Perugia, su istanza di Federconsumatori e con il contributo determinante di MDC, dichiaravano le clausole del regolamento, in merito al vecchio deposito cauzionale, vessatorie per gli utenti e da disapplicarsi. L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il servizio idrico ci ha dato ragione, permettendo l’applicazione del deposito cauzionale solamente a fine di garanzia (quindi, non dovuto da chi sceglie di addebitare la bolletta sul conto corrente), ma soprattutto parametrato al consumo storico dell’utente fino ad un massimo di 3 mensilità di consumo storico. E moltissimi utenti dovranno riavere indietro, con gli interessi, quanto indebitamente corrisposto ad Umbra Acque, in base alla vecchia disciplina e i molti che hanno fatto reclamo dovranno anche vedersi corrispondere l’indennizzo per mancato riscontro al reclamo, così come previsto dalla Carta del Servizio. Tempo fa, proprio per porre fine a tali storture e ripristinare i diritti di chi aveva indebitamente pagato, a prescindere dall’aver fatto o meno reclamo, abbiamo sollecitato Umbra Acque a restituire il dovuto. Siamo ancora in attesa. Ma a breve, persistendo i mancati riscontri alle nostre richieste, attiveremo tutti i canali di tutela dei diritti degli utenti. Si allega il provvedimento della Camera di Commercio sugli articoli 21 e 21bis del Regolamento sul servizio idrico.
Movimento difesa del cittadino
Avv. Cristina Rosetti

Nota della Redazione

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