La buona sanità incontra il futuro: con il progetto "Mia", l'innovazione digitale affianca i medici umbri nella cura quotidiana. Umbria tra le prime Regioni in Italia a sperimentare l'uso della piattaforma di intelligenza artificiale promossa da Agenas
(UNWEB) - - Immaginate di potervi confrontare in qualsiasi momento della giornata con un collega sempre a disposizione, pronto a chiarire un dubbio prescrittivo o a indicare in un attimo il percorso clinico più adatto per un paziente. Non si tratta di una visione del futuro, ma di una realtà che sta muovendo i suoi primi passi proprio qui sul nostro territorio. L'Umbria è infatti tra le prime Regioni in Italia a sperimentare l'uso di "Mia", la piattaforma di intelligenza artificiale promossa da Agenas nell'ambito della missione 6 "Salute" del Pnrr, pensata per affiancare e supportare i professionisti della salute nelle attività di ogni giorno.
La buona sanità, del resto, passa oggi anche attraverso la capacità di governare le nuove tecnologie con visione e responsabilità. L'IA non nasce per sostituire la sensibilità e la professionalità del medico né la centralità del rapporto umano con il paziente, ma per agire come uno straordinario alleato digitale capace di semplificare i processi decisionali, valorizzare le competenze dei professionisti e ridurre le disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure. Nello specifico, Mia funziona come un motore avanzato che recupera informazioni ed evidenze direttamente fino alla fonte documentale validata, dalle linee guida ai Pdta (Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) fino alle note di appropriatezza, lasciando sempre al medico la massima autonomia decisionale.
Per i professionisti sul campo, questo si traduce in vantaggi concreti nella pratica clinica quotidiana: da un lato si riduce drasticamente il tempo perso a cercare la norma o la nota prescrittiva giusta, dall'altro si ottiene un orientamento immediato all'interno dei percorsi di rete regionali. Proprio per accompagnare questa transizione, la Regione Umbria e le aziende sanitarie Usl Umbria 1 e 2 hanno avviato insieme ad Agenas un percorso di formazione rivolto ai medici coinvolti nella sperimentazione.
Il primo appuntamento si è tenuto nella sala Peccati e Crispolti del Broletto, mercoledì 16 settembre, e ha visto la partecipazione di circa 60 medici di medicina generale. L'evento ha rappresentato un'occasione fondamentale per esplorare da vicino il contributo della piattaforma nell'inquadramento diagnostico, nella gestione delle cronicità e nella prevenzione. Durante la giornata i partecipanti hanno potuto sperimentare le funzionalità del sistema con casi ed esempi pratici, provando anche l'interazione vocale tramite la funzione Speech-to-Text. Un'attenzione particolare è stata dedicata poi a Mia Lab, l'ambiente formativo che ha permesso un confronto diretto tra esperti e colleghi per condividere esigenze, aspettative e riflessioni sull'uso dello strumento sul campo.
"L'innovazione tecnologica ha senso solo se mette al centro le persone – spiega la direttrice della direzione Salute e welfare della Regione Umbria, Daniela Donetti –: i pazienti e i professionisti che ogni giorno si prendono cura della loro salute. Con il progetto 'Mia' non parliamo di sostituire l'inestimabile valore del rapporto umano e professionale tra medico e paziente, ma di offrire ai nostri medici uno straordinario alleato digitale. L'intelligenza artificiale, guidata con visione e responsabilità, ci permette di ridurre i tempi, abbattere le disuguaglianze di accesso alle cure sul territorio e garantire una sanità sempre più vicina, equa e tempestiva per tutti i cittadini umbri".
"Con 'Mia' stiamo sperimentando un modello concreto di utilizzo dell'intelligenza artificiale a supporto dei professionisti – aggiunge Angelo Tanese, direttore generale di Agenas –, partendo dai loro bisogni e dalla pratica clinica quotidiana. Il valore di questo progetto non risiede solo nella tecnologia, ma soprattutto nel percorso che stiamo costruendo insieme ai medici e ai territori. L'obiettivo è mettere a disposizione del professionista uno strumento capace di facilitare l'accesso a conoscenze qualificate e validate e di supportarlo nell'inquadramento diagnostico-terapeutico, nella gestione delle cronicità e nella prevenzione, lasciando sempre al medico la responsabilità e l'autonomia della decisione clinica. La sperimentazione è, quindi, una fase fondamentale: saranno proprio l'esperienza sul campo e il contributo dei professionisti a consentirci di valutare e migliorare progressivamente 'Mia'. La collaborazione con la Regione Umbria e con le aziende sanitarie coinvolte rappresenta pienamente il metodo con cui Agenas intende accompagnare l'innovazione nel servizio sanitario nazionale, non solo introdurre tecnologia, ma costruire gli strumenti insieme a chi dovrà utilizzarli. È questa la condizione perché l'intelligenza artificiale possa diventare realmente una leva per migliorare la qualità e l'appropriatezza dell'assistenza e contribuire a rendere il nostro servizio sanitario più vicino ai bisogni delle persone".
Nel concreto, la piattaforma offre un supporto operativo sviluppandosi lungo tre direttrici fondamentali. Nelle attività diagnostiche di base assiste i medici fornendo indicazioni su diagnosi, esami da effettuare e percorsi terapeutici iniziali. Nella gestione delle patologie croniche mette a disposizione strumenti avanzati per il monitoraggio personalizzato del paziente nel tempo. Sul fronte della prevenzione e della promozione della salute visualizza le campagne attive a livello nazionale e regionale, supporta l'individuazione dei soggetti idonei a screening o vaccinazioni e propone indicazioni su misura basate sui singoli fattori di rischio.
I benefici di questo affiancamento tecnologico si riflettono direttamente sulla qualità dell'assistenza offerta ai cittadini. L'integrazione quotidiana del sistema favorisce una sensibile riduzione dei tempi dedicati alle attività diagnostiche di routine, aumenta l'appropriatezza prescrittiva e migliora l'aderenza terapeutica dei pazienti. Al tempo stesso, la piattaforma contribuisce a diminuire i ricoveri ospedalieri evitabili e permette una gestione proattiva delle comorbidità, incrementando le adesioni ai programmi di prevenzione, rafforzando le coperture vaccinali e ottimizzando le risorse complessive del servizio sanitario sul territorio.
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