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Politica

L'ex mattatoio di Spoleto diventa polo per il restauro e 100mila documenti rivivono in digitale.

L'ex mattatoio di Spoleto diventa polo per il restauro e 100mila documenti rivivono in digitale.

Di Redazione Umbria Notizie Web 10 Ottobre 2026 – 15:36 3 min di lettura

(UNWEB)  – Perugia,  – Una giornata dedicata alla cultura materiale e a quella immateriale. Venerdì a Spoleto il vicepresidente della Regione Tommaso Bori e il sindaco Andrea Sisti hanno visitato l'ex mattatoio di via Interna delle Mura, dove si sono conclusi i lavori di recupero e adeguamento sismico. Bori ha poi aperto il convegno "La persistenza onlife della memoria: idee, linguaggi e strumenti del progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale di Spoleto", che si è tenuto alla Biblioteca "Giosuè Carducci" di Palazzo Mauri.

"Dedichiamo questa giornata – ha dichiarato il vicepresidente Bori – alla cultura materiale delle opere da recuperare con il restauro, che sarà reso possibile nel nuovo centro dell'ex Mattatoio grazie ai fondi del Pnrr, e alla cultura immateriale della digitalizzazione, la fruizione resa pubblica e gratuita di un patrimonio enorme legato alle biblioteche, al Teatro lirico sperimentale e al Festival dei Due Mondi, che sarà un patrimonio a disposizione dell'intera umanità".

L'intervento architettonico, finanziato con i fondi del Piano nazionale complementare al Pnrr per le aree del sisma, ha restituito alla città il complesso ottocentesco progettato da Ireneo Aleandri. Il restauro, basato su un'attenta analisi filologica, ha tenuto insieme la tutela storica e l'efficienza energetica. Per questo il progetto è stato inserito tra i casi studio della guida "Sviluppo sostenibile applicato agli edifici storici in ambito pubblico", promossa da RSE e dal Commissario straordinario per la ricostruzione Sisma 2016.

La struttura amplierà il Centro operativo di Santo Chiodo per la tutela del patrimonio storico-artistico dell'Umbria. Ospiterà laboratori di diagnostica e restauro per manufatti in tessuto e metallo, spazi per la formazione e aree espositive. L'obiettivo è mettere in sicurezza i beni mobili recuperati durante le emergenze e mostrarli subito al pubblico, così che non restino per decenni chiusi nei depositi.

Digitalizzazione: 651mila risorse in Umbria

Al convegno sul progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale di Spoleto sono stati presentati i risultati del sub-investimento Pnrr "Digitalizzazione del patrimonio culturale", di cui la Regione è soggetto attuatore. Il piano vale oltre 1 milione di euro e riguarda il patrimonio cartaceo, quello fotografico e gli oggetti museali. Erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco di Spoleto, Danilo Chiodetti, e rappresentanti dell'Università Roma Tre, della Scuola nazionale del Patrimonio e del Festival dei Due Mondi.

"Abbiamo superato – ha spiegato il vicepresidente Bori –. i target iniziali, raggiungendo oltre 651mila risorse digitali in tutta l'Umbria. All'interno di questo lavoro a livello regionale, Spoleto e Palazzo Mauri hanno rappresentato un nodo centrale: qui sono stati digitalizzate 100mila risorse tra la Biblioteca "Giosuè Carducci", la Biblioteca "Giovanni Carandente", l'Archivio del Teatro lirico sperimentale "Adriano Belli" e la Fondazione Festival dei Due Mondi".

Spartiti, fotografie, manifesti e locandine, infatti, sono ora protetti dal deterioramento e si possono consultare senza toccare gli originali. Ogni risorsa ha una scheda descrittiva conforme agli standard del Ministero della Cultura, con autore, storia e caratteristiche fisiche. Le borse di ricerca sulla trasformazione digitale Dicolab, attivate con la Scuola nazionale del Patrimonio e l'Università Roma Tre, useranno inoltre questi documenti per creare nuove narrazioni immersive.

"Come ricordava il filosofo Hans-Georg Gadamer – ha sottolineato il vicepresidente Bori – la cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande. È in questo principio il senso profondo della digitalizzazione: non si limita a preservare l'opera, ma ne moltiplica il valore conoscitivo, trasformando la memoria storica in un patrimonio vivo, dinamico e condiviso. Con questa visione, che unisce la passione per la nostra storia alle tecnologie più innovative, consegniamo alle generazioni di oggi e di domani un'eredità che non appartiene più soltanto al passato, ma costituisce il nostro futuro comune".

Il vicepresidente Tommaso Bori ha anche tenuto a ringraziare gli uffici della Regione e in particolare Olimpia Bartolucci e Giuliano Bussotti, che durante il convegno hanno illustrato la visione scientifica e gli sviluppi futuri del progetto, e i dirigenti che hanno coordinato il lavoro, prima Antonella Pinna e oggi Paolo Mirti. Il ringraziamento è andato inoltre alle imprese che hanno curato la digitalizzazione: RTI Arkivia Project, Archimede Arte e Gallo Pomi Servizi, CO.N.SER., Sinapsys, Maggioli S.p.A. ed Ebla.

Nota della Redazione

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