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Cronaca

La scuola primaria Bonucci ha inaugurato il progetto ‘Scuola senza zaino’, aprendo le sue porte alla città

Di Redazione Umbria Notizie Web 28 Gennaio 2017 – 14:12 4 min di lettura

DSC 5094(UNWEB) Perugia. Inaugurato questa mattina alla Primaria A. Bonucci di Ponte Felcino (appartenente all’Istituto Comprensivo Perugia 14) il progetto ‘Scuola Senza Zaino’, partito lo scorso mese di settembre e al quale la scuola ha aderito, prima nella città di Perugia, dopo altre realtà della regione come Todi, Massa Martana, San Giustino, Montecastrilli.


All’appuntamento hanno preso parte la professoressa Daniela Pampaloni, fondatrice del progetto e oggi Responsabile Nazionale della Rete Senza Zaino, Antonella Gambacorta per l’USR Umbria, Francesca Pascolini dell’Università di Perugia, l’Assessore regionale Anto-nio Bartolini, gli assessori comunali Edi Cicchi e Diego Dramane Waguè, insieme anche al Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Varasano, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Pia Serlupini e i genitori. I bambini delle classi prime Scuola Senza Zaino hanno arricchito l’incontro con una esibizione canora, accompagnati dall’orchestra composta da altri alunni della scuola.
Togliere lo zaino è un gesto reale: gli studenti delle scuole sono dotati di una cartellina leggera per i compiti a casa, mentre le aule e i vari ambienti vengono arredati con mobilio funzionale e dotati di una grande varietà di strumenti didattici sia tattili che digitali. Ma togliere lo zaino ha anche un significato simbolico, poiché vengono realizzate pratiche e metodologie innovative, in relazione a tre valori a cui ci si ispira: la responsabilità, la comunità e l’ospitalità.
Partito nei primi anni 2000 -come hanno ricordato la dirigente scolastica Marta Boriosi e la dottoressa Daniela Pampaloni, nella cui scuola, in provincia di Pisa il progetto è stato ideato- il progetto vede oggi 145 istituti aderenti per oltre 200 plessi scolastici e oltre 50 “in lista di attesa”, che stanno lavorando per entrare in tutta Italia.
Si tratta di realizzare una scuola diversa da quella tradizionale. Laddove, infatti quest’ultima è normalmente impostata sull’insegnamento trasmissivo e standardizzato impartito nei tipici ambienti definiti cells & bells (celle e campanelle), unidimensionali, dove le aule sono ammobiliate con le consuete file di banchi posti di fronte ad una cattedra, cui fanno da riscontro atri e spazi connettivi, la Scuola senza Zaino è più ospitale e aperta. Il che implica un impegno di cambiamento non solo materiale.
“Per questo -ha tenuto a precisare la dirigente Boriosi- voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo cambiamento, a partire dai genitori che ci hanno speso soldi e tempo, ai privati che ci hanno aiutato, agli insegnanti che ci hanno creduto e hanno sostenuto e sostengono questo nuovo modo di fare scuola.”
E tuttavia l’ospitalità implica non solo costruire ambienti belli ed amichevoli, ma anche accogliere le diversità, far sì che ciascuno diventi responsabile per i propri e gli altrui talenti, originalità, bisogni e in generale per il precorso di crescita e di apprendimento.
La responsabilità e l’ospitalità, infine, si aprono alla costruzione della scuola come comunità, luogo di condivisione, di cooperazione e co - costruzione del sapere. (www.senzazaino.it)
Proprio su questi concetti si è incentrato l’intervento dell’Assessore comunale Edi Cicchi che ha sottolineato “quanto i bambini ci facciano riflettere sulle nostre responsabilità nei loro confronti e nei confronti del bene comune” e “quanto sia determinante far crescere i nostri ragazzi nel confronto con gli altri e nella socialità.”
Un ringraziamento particolare ai genitori lo ha voluto riservare anche l’Assessore Wagué. che ha ricordato il loro forte impegno per migliorare la scuola. “Quando è partito questo progetto, un anno e mezzo fa circa -ha detto- ci siamo messi a disposizione della dirigente e della scuola, compatibilmente con le risorse disponibili, ma i genitori hanno davvero dato l’esempio di quello che un cittadino può fare per la comunità, con un attivismo che oggi più che mai è importante.”
Per il Presidente del Consiglio comunale di Perugia Varasano la Scuola senza Zaino rappresenta un modello che sa ben coniugare tradizione e innovazione, stimolando la curiosità, il senso di responsabilità, le competenze e l’apprendimento. “E’ un modello che ci permetterà -ha spiegato- di avere in futuro cittadini consapevoli, che saranno la migliore testimonianza dell’aver centrato oggi i nostri obiettivi di educatori”.
Apprezzamenti al progetto anche dall’Assessore regionale Antonio Bartolini, che ha sottolineato la necessità di reperimento di risorse comunitarie per riuscire a portare avanti un progetto così importante, che anche in Umbria si sta ampliando sempre di più e dall’Ufficio Scolastico Regionale, che per bocca della dott.ssa Gambacorta, ha sottolineato come si tratti di un processo di cambiamento che nasce dal basso, dalle stesse scuole, dagli insegnanti e dirigenti scolastici. Infine, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Serlupini ha tenuto a sottolineare, tra le altre cose, quanto importante sia il “patto educativo” tra scuola e famiglia, per la condivisione e la realizzazione di un progetto comune per i bambini di oggi, uomini e donne del futuro.

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