Trasimeno – Deflusso acque del lago su Emissario. Ittiologo Natali: "Nessun danno per pescatori o ecosistema lacustre"
(ASI) – Trasimeno, – "E' certo che, con l'apertura dell'emissario, alcuni pesci vengano trascinati a valle, ma, per il loro numero esiguo, il fenomeno non si può configurare come un danno, né per la pesca professionale, né più in generale per l'ecosistema lacustre".
E' quanto riferisce l'Ufficio Gestione fauna ittica e Centri ittiogenici della Provincia di Perugia in merito alla temuta fuoriuscita di materiale ittico dal lago Trasimeno, derivante dall'attuale apertura del Canale emissario di San Savino. "La perdita di fauna ittica come conseguenza dell'apertura dell'emissario è un problema con scarsa rilevanza pratica – si legge in una nota dello stesso Ufficio, redatta dal responsabile Mauro Natali - in quanto i pesci, di fronte ad una corrente d'acqua, istintivamente tendono a risalirla e non a scenderla. Ciononostante, è certo che alcuni vengano trascinati a valle, ma per il numero certamente esiguo, il fenomeno non si può configurare come un danno". Lo stesso Natali fa presente che, da ottobre a marzo, ogni giorno, circa venti quintali di pesci vengono predati dai cormorani, "ma – fa notare - nessuna misura di contenimento del fenomeno è mai stata intrapresa e soprattutto richiesta". "Nella precedente e recente apertura sperimentale dell'emissario – ricorda ancora l'ittiologo provinciale - sono state posizionate dai pescatori di professione delle reti (due tofi) a ridosso delle paratie di scarico dell'emissario, che hanno confermato la modestissima entità del fenomeno di fuoriuscita di pesce". In ogni caso, tra il 18 e il 19 marzo sono stati effettuati dei sopralluoghi, sia da riva che in barca, per valutare la possibilità di posizionare una rete a protezione del canale emissario, da cui è emersa l'impossibilità di installare in modo efficace e stabile una qualsiasi rete, che in breve tempo non sia trascinata via dalla corrente, anche a seguito dei detriti che su di essa inevitabilmente e rapidamente si ammasserebbero. "L'unica soluzione tecnicamente percorribile, ma economicamente non proponibile vista la modesta entità del fenomeno – sostiene Natali - sarebbe quella di realizzare un sistema di griglie autopulenti, che comunque dovrebbero avere una superficie notevole, per non ridurre la portata dell'emissario".

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