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Cultura

Gubbio. Al Palazzo ducale in mostra costumi per il cinema di Danilo Donati e Gianna Gissi

Di Redazione Umbria Notizie Web 27 Settembre 2017 – 09:49 2 min di lettura

Palazzo ducale di gubbio cortile 04(UNWEB) Gubbio, A Palazzo Ducale di Gubbio dal 27 settembre al 14 gennaio 2018 (con orario 8.30-19.30) mostra dedicata al costume medievale nel cinema. Nel salone d’onore sono, infatti, esposti alcuni degli abiti ideati da Gianna Gissi per il film Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984) di Mario Monicelli e da Danilo Donati per La cintura di castità (1967) di Pasquale Festa Campanile. Appartenenti alla collezione “Gelsi Costumi d’Arte”, testimoniano la creatività di due tra i maggiori costumisti italiani del Novecento.

Gianna Gissi, nata in Croazia nel 1943, approda da bambina a Roma dove frequenta i corsi di storia del costume presso l’Accademia di Costume e Moda. Dopo i primi anni come assistente in diverse produzioni cinematografiche, inizia il suo lavoro di costumista firmando gli abiti di capolavori come Il Postino (1994) di Massimo Troisi. È premiata con il David di Donatello e il Nastro d’Argento per Il Marchese del Grillo (1981) e, sempre con il David di Donatello, per Porte aperte (1990). È autrice nel 1998 del libro Vestire un film. Costumi e scenografie del cinema, un vademecum per esperti del settore. Studio dell’epoca e impatto visivo dei costumi sono alcuni dei capisaldi dell’artista; princìpi che trovano applicazione anche negli stupendi abiti, qui esposti, creati per raccontare le goffe disavventure di Bertoldo, Marcolfa, Bertoldino e Cacasenno alle prese con il re Alboino. I costumi, indossati da interpreti tra i più amati del cinema italiano, quali Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Lello Arena, riflettono non solo l’immaginaria ambientazione medievale nella quale sono calati i protagonisti, ma esibiscono anche la contrapposizione tra il pomposo mondo dei cortigiani e quello semplice dei contadini. Danilo Donati, scomparso nel 2001 a settantacinque anni, muove i primi passi nella Scuola d’Arte di Porta Romana a Firenze. La sua prima collaborazione teatrale è con Luchino Visconti, ma si afferma nel 1959 con i costumi per La grande guerra di Mario Monicelli. Ottiene l’Oscar nel 1969 per agli abiti rinascimentali realizzati per Romeo e Giulietta dell’amico Franco Zeffirelli e nel 1977 per il film Il Casanova di Federico Fellini. Vincitore anche di un David di Donatello per Pinocchio (1994) di Roberto Benigni, Danilo Donati crea dei “sognanti costumi”, così come definiti dalla critica, anche per La cintura di castità. La vicenda comico-amorosa, ambientata durante le crociate medievali, vede protagonisti Boccadoro (Monica Vitti), il cavaliere Guerrando (Tony Curtis) e il Sultano Ibn-El-Rashid (Hugh Griffith) è sfondo perfetto per un’artista come Donati, creatore di abiti curati, eleganti e di grande effetto scenico.

Nota della Redazione

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