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Economia

Magione, Molini Fagioli illustra le strategie per l’agricoltura del futuro

Di Redazione Umbria Notizie Web 5 Luglio 2022 – 15:31 3 min di lettura

Brugnoni Lupi Agugiaro Figna Gradassi(UNWEB) Magione, – Con le mietitrebbie ancora a pieno lavoro nei campi, la Molini Fagioli di Magione ha celebrato all’azienda agricola Pucciarella la seconda festa del raccolto organizzata nell’ambito del progetto Oirz, acronimo di Origine Italia Residuo Zero, filiera agricola certificata interamente umbra, nata nel 2020, dedicata alla produzione di grano tenero di elevata qualità e a bassissimo impatto ambientale.

Un evento che cade in un momento particolarmente difficile per il comparto, tra siccità e problemi legati alla guerra in Ucraina, ma che a maggior ragione, aveva l’obiettivo di far conoscere il progetto e le strategie a esso legate, volte ad affrontare al meglio le sfide ambientali ed economiche attuali e future. In apertura della giornata si è infatti svolta una tavola rotonda dal titolo ‘L’agricoltura oggi e domani: per un futuro più consapevole’, a cui sono intervenuti Alberto Figna e Riccardo Agugiaro, rispettivamente presidente e vicepresidente della Molini Fagioli, Domenico Brugnoni, presidente di Pro Agri e agricoltore Oirz, Stefano Lupi, presidente dell’Università dei sapori di Perugia, e Matteo Gradassi dell’azienda Iktome Adv. Presenti numerosi assessori del Comune di Magione e rappresentanti delle associazioni di categoria.

“Alle difficoltà legate ai cambiamenti climatici – ha constatato il presidente Figna – si aggiungono oggi problemi quali l’aumento dei costi energetici e della materia prima e la sua reperibilità nei mercati internazionali. Noi da tempo abbiamo puntato sull’agricoltura di precisione a basso impatto e tra le novità che stiamo mettendo a punto ci sono la digitalizzazione di tutta la filiera, per tracciare con maggiore precisione ogni singolo passaggio, e la valutazione esatta dell’impronta di carbonio dei prodotti Oirz rispetto a quelli convenzionali. Il fatto di avere una filiera corta e quindi la materia prima (tracciabile, ben coltivata e di buona qualità) a pochi chilometri dal molino ci dà un vantaggio importante rispetto a chi non ha avuto queste intuizioni in passato. In più c’è il tema del residuo zero di prodotti di presidi fitosanitari: un vantaggio ancora maggiore in termini di ricadute ambientali e di qualità del prodotto. La percentuale della produzione Oirz rispetto a quella convenzionale – ha aggiunto Figna – è ancora modesta, ma in continua crescita. Sono sempre più i professionisti attenti alla qualità che si avvicinano ai nostri prodotti”.

Centrale in tutto ciò è il ruolo degli agricoltori, circa cento soci della cooperativa Pro Agri che hanno messo a disposizione del progetto circa mille ettari di terreni collinari selezionati, particolarmente adatti a lavorazioni a basso impatto ambientale. “Le aziende che aderiscono – ha spiegato Brugnoni – devono essere disponibili a far scegliere i terreni più idonei, a farsi monitorare e tracciare in ogni passaggio e assistere da un punto di vista tecnico. Quest’anno avevamo svolto un ottimo lavoro, ma l’estate anticipata lo ha vanificato: purtroppo, la quantità di seme si è ridotta del 30/40 per cento rispetto alle aspettative”. “Nelle sfide globali attuali l’Italia deve puntare a produrre il miglior grano possibile – ha commentato Agugiaro –. Per questo ci vogliono investimenti da parte degli agricoltori. Investimenti in strutture e mezzi, per selezionare i grani migliori e continuare a migliorarsi con l’agricoltura di precisione. Ma per far questo l’agricoltore deve però essere ben remunerato. Da parte del consumatore finale e dei professionisti ci vuole consapevolezza di cosa si sta comprando e di quanto lavoro c’è dietro un sacco di farina”.

Lupi Brugnoni Figna Agugiaro Gradassi 1

Festa del raccolto 3

Nota della Redazione

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