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Osservatorio faunistico, in un volume i risultati di 15 anni di monitoraggio sulle specie di uccelli che nidificano in Umbria

Di Redazione Umbria Notizie Web 22 Ottobre 2016 – 10:55 2 min di lettura

colombaccio 3(UNWEB) Perugia. Illustra i risultati di 15 anni di monitoraggio delle specie di uccelli che nidificano in Umbria, con particolare attenzione sulle specie ad ampia diffusione, il volume “Monitoraggio degli uccelli nidificanti in Umbria (2001-2015): andamenti delle specie comuni e indicatori dello stato di conservazione dell’avifauna”, a cura di Francesco Velatta, Giuseppina Lombardi, Umberto Sergiacomi, che è stato presentato nei giorni scorsi a Palazzo Donini in un incontro organizzato dall’Osservatorio faunistico regionale della Regione Umbria.


L’indagine, svolta da un qualificato team di ornitologi, ha comportato la copertura annuale, in periodo riproduttivo, di quasi 1700 punti di campionamento distribuiti nell’intero territorio regionale.
“I risultati – rileva l’assessore regionale Fernanda Cecchini - evidenziano una situazione particolarmente positiva per l’avifauna forestale, mentre la condizione in cui si trovano le comunità di uccelli legati alle praterie e agli ambienti agricoli non è altrettanto soddisfacente. Sono elementi importanti anche ai fini della programmazione di interventi di riqualificazione ambientale, ad esempio attraverso la realizzazione di specifiche misure del Programma di Sviluppo Rurale”.
L’avifauna è considerata un eccellente indicatore di biodiversità, è stato sottolineato, in quanto a un popolamento ornitico vario e articolato di regola corrisponde un’elevata diversità ambientale e biologica. Allo stesso tempo, le comunità di uccelli sono dotate di una notevole sensibilità alle variazioni ambientali. Queste caratteristiche fanno sì che l’avifauna si presti molto bene a monitorare nel tempo lo stato di conservazione del territorio: la rarefazione di specie, o di gruppi di specie, legate ad un determinato ambiente è infatti quasi sempre sintomo della riduzione del loro habitat caratteristico o del peggioramento della sua qualità. Lo studio presentato, è stato rilevato, ha quindi una valenza che va al di là del semplice interesse ornitologico.
I dati acquisiti hanno consentito di determinare i trend demografici di 87 specie (di cui circa la metà è risultata in aumento, un quarto stabile e un altro quarto in diminuzione). Sono stati ricavati indici sintetici che descrivono l’andamento complessivo delle specie tipiche dei principali ambienti regionali e sono stati definiti gli andamenti di alcuni indicatori dello stato della biodiversità regionale.

Nota della Redazione

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