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Politica

Covid: "Fare chiarezza sui vaccini somministrati a persone non direttamente esposte al rischio di contagio" – nota di De Luca (M5S)

Di Redazione Umbria Notizie Web 12 Febbraio 2021 – 16:49 2 min di lettura

de luca thomas(UNWEB) "L'assessore alla Sanità, Luca Coletto, strepita perché mancano i vaccini - afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle dell’Assemblea legislativa, Thomas De Luca - ma prima di inveire contro i dirigenti scolastici che hanno ordinato i fantomatici banchi a rotelle e che secondo lui sarebbero colpevoli dei ritardi della Regione sul piano vaccinale, dovrebbe spiegarci perché ad oggi ci sono 11mila dosi consegnate ma non somministrate. Soprattutto dovrebbe chiarire perché in alcune parti dell'Umbria non si sarebbe proceduto a vaccinare prioritariamente le persone più esposte”. 

“Spieghi l'assessore – continua De Luca - se tra le oltre mille persone classificate come ‘personale non sanitario’ vi sono soggetti con minore priorità rispetto, ad esempio, al personale delle aree Covid dell’Ospedale di Spoleto e agli operatori volontari del 118 della USL 2 Umbria, che risultano ad oggi ancora non vaccinati. Proprio oggi sul sito di divulgazione scientifica Medicalfact di Roberto Burioni, l'avvocato Stefano Putinati prova ad accendere un faro su quanto sta accadendo in altre regioni. L'ipotesi è che circa un terzo delle dosi che avrebbero dovuto essere somministrate a personale sanitario e socio-sanitario, in realtà sia stato destinato alla vaccinazione di personale amministrativo non direttamente esposto al contagio delle stesse strutture e ad altri non meglio identificati soggetti”.

“Per fare luce su quanto avviene nella nostra regione - prosegue il capogruppo pentastellato - depositeremo una richiesta di accesso agli atti a tutte e quattro le aziende sanitarie e alla Direzione regionale sanità. Chiederemo di acquisire i profili e le date delle persone a cui è stato somministrato il vaccino Pzifer, al fine di conoscere il quadro dettagliato dei ruoli e delle attività svolte. Su questo punto il Piano vaccinale nazionale è inequivocabile: la priorità della somministrazione deve essere data ‘ai servizi a più alta esposizione a rischio Covid’ a partire dai Pronto Soccorso, 118, reparti Covid, servizi diagnostici di supporto e, progressivamente, agli altri. Una pretesa di chiarezza che va proprio nella piena tutela delle nostre aziende e della comunità regionale: cosa potrebbe accadere - conclude De Luca - se personale delle aree Covid si contagiasse perché non ha ricevuto la dovuta somministrazione prioritaria del vaccino qualora altro personale meno esposto l’abbia ricevuta?”.

Nota della Redazione

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