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Politica

Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari: presidente Tesei, "massima attenzione per prevenire il fenomeno"

Di Redazione Umbria Notizie Web 12 Marzo 2024 – 15:03 3 min di lettura

1 16(UNWEB) – Perugia   Sono state 151 le segnalazioni di episodi di violenza ai danni di operatori sanitari registrate in Umbria nel 2023. Complessivamente sono stati coinvolti 179 soggetti che stavano svolgendo la loro attività nelle strutture sanitarie pubbliche, di questi il 73 per cento sono donne: i dati sono stati forniti nel corso dell'iniziativa dal titolo "AbbiCuradiChitiCura", organizzata dalla Regione Umbria a Perugia, attraverso il Centro unico regionale di formazione in sanità, con l'obiettivo di avviare percorsi congiunti tra il settore sanitario e i cittadini nella convinzione che la tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro sia un obiettivo comune.

All'incontro che si è aperto con gli interventi della presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei e dell'assessore regionale alla Salute e Politiche sociali, Luca Coletto, hanno preso parte oltre al direttore regionale Salute e Welfare, Massimo D'Angelo, i direttori delle aziende sanitarie e ospedaliere, i rappresentanti delle categorie professionali e delle associazioni territoriali.

L'escalation delle aggressioni con numeri in crescendo per la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, trova "motivazioni varie e, sicuramente, l'emergenza sanitaria prodotta dal covid ha contribuito ad aumentare problematiche che si ripercuotono sui cittadini non solo in Umbria, ma in tutto il Paese".

La presidente, dopo aver ringraziato ancora una volta i medici e tutti gli operatori sanitari per il lavoro che svolgono quotidianamente, ha evidenziato come "il personale sanitario sia più esposto a episodi di violenza, dovendo spesso gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività sia da parte del paziente che dei familiari. La rappresentazione, a volta forzata, della malasanità inoltre, spesso oscura il grande, efficace e competente lavoro della maggioranza degli operatori sanitari e questo rientra tra i fattori che contribuiscono all'incremento del fenomeno".

Il notevole e preoccupante incremento del fenomeno - è stato detto - è testimoniato da un numero crescente di studi presenti in letteratura anche a livello internazionale rispetto agli anni precedenti, in particolar modo riferiti alla professione dell'infermiere, considerata la categoria più vulnerabile per la tipologia di lavoro svolto, sempre a stretto contatto con i pazienti e in situazioni non ordinarie che possono generare facilmente tensione. Mentre le aree considerate più ad alto rischio secondo la raccomandazione ministeriale sono:

- servizi di emergenza-urgenza;

- strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali;

- luoghi di attesa;

- servizi di continuità assistenziale;

- sanità penitenziaria

- servizi che svolgono attività di controllo e vigilanza

L'assessore Coletto, dopo aver ricordato che la Regione Umbria sta riservando la massima attenzione al fenomeno, ha reso noto che "a livello regionale si sta pensando di attivare alcune iniziative importanti per promuovere la prevenzione e il contrasto ad ogni forma di violenza nei confronti dei lavoratori del settore sanitario e socio-sanitario, visto che questi episodi mettono in discussione il diritto alla salute interrompendo il percorso di diagnosi e cura dei pazienti anche per inabilità dell'operatore aggredito".

"Il Centro Rischio Sanitario e Sicurezza dei Pazienti della Regione Umbria ha coordinato un gruppo di lavoro multidisciplinare per la redazione di Linee di indirizzo sulla segnalazione e gestione degli episodi di violenza a danno di tutti gli operatori che svolgono prestazioni ed interventi socio-sanitari che sono sottoposte ad un aggiornamento anche alla luce di quanto rilevato nel corso del 2023".

Le linee di indirizzo regionali sono applicabili in tutte le strutture ospedaliere e territoriali delle organizzazioni sanitarie pubbliche e private regionali e sono rivolte a tutti gli operatori che svolgono prestazioni ed interventi socio-sanitari.

Tra le iniziative in fase di organizzazione rientrano l'istituzione di un Osservatorio regionale, l'aggiornamento della modulistica e l'informatizzazione della raccolta dati nel rispetto della privacy con raccolta del consenso, nonché si pensa di ampliare il team di coordinamento aziendale istituendo specifici gruppi di lavoro e implementando i sistemi di allerta, videosorveglianza e monitoraggio delle condizioni dei lavoratori sia per quelli più esposti che per coloro che si trovano ad operare in condizioni di isolamento.

In questo percorso sarà importante anche il confronto con le Forze dell'Ordine per le modalità di collaborazione e di intervento in tutti gli ambienti in cui si trovano ad operare gli operatori sanitari anche al di fuori delle strutture sanitarie. Sono già avvenuti incontri con le Prefetture e con le Forze dell'Ordine per poter definire policy condivise.

Nota della Redazione

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