L'Inps non presenta più i rendiconti sociali provinciali, Cgil Perugia: "Rischio censura"
La Direzione generale dell'Istituto ha vietato di presentare dati e documenti a livello provinciale
"Temiamo un controllo sulla comunicazione esterna e sugli aspetti politicamente non graditi"
(UNWEB) – Perugia, – "Siamo profondamente preoccupati per la decisione unilaterale presa dalla Direzione generale dell'Inps. Accorpare i rendiconti ed eliminare le presentazioni provinciali rischia nei fatti di tradursi in una forma di censura e silenziamento dei dati più scomodi, ma anche in un impoverimento della funzione sociale della rendicontazione, del rapporto dell'Istituto con le comunità locali e degli spazi di partecipazione e confronto costruiti negli anni". È quanto denunciano la Cgil Perugia e i suoi rappresentanti in seno al Comitato provinciale Inps di Perugia, dopo la comunicazione ufficiale diffusa a tutte le strutture territoriali dell'Inps, che dispone, "con esecutività immediata, già a partire da quest'anno, che non si svolgano più eventi di presentazione dei Rendiconti sociali provinciali sui territori di competenza, che tali rendiconti confluiscano in un 'documento unico' e che vengano presentati in eventi organizzati in modo centralizzato in sede regionale, cancellando di fatto anche le rendicontazioni dell'anno 2025 già programmate nelle prossime settimane".
"La decisione – fa sapere il sindacato – interviene unilateralmente quando il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell'Inps, che aveva inserito la rendicontazione provinciale tra le novità più qualificanti del proprio mandato, è decaduto per scadenza di incarico da poco più di un mese e non è stato ancora reinsediato". "Questi segnali che arrivano dai vertici dell'Istituto – prosegue la Cgil – rappresentano un chiaro campanello d'allarme sulle modalità di gestione dell'Inps e delle istituzioni pubbliche. Temiamo che dietro le motivazioni formali della 'razionalizzazione', della 'omogeneità comunicativa' e della 'ottimizzazione dei costi' si nasconda ben altro: limitare la funzione e l'autonomia delle sedi territoriali dell'Istituto, ridimensionare il ruolo delle sedi di partecipazione, esercitare un controllo sulla comunicazione esterna, in particolare sugli aspetti politicamente non graditi". "I rendiconti sociali provinciali – ricorda la Camera del lavoro di Perugia – sono da sempre una miniera di dati trasparenti e non filtrati su occupazione, salari, cassa integrazione, disoccupazione locale. Ma il loro valore non si esaurisce nella disponibilità e nella diffusione dei dati. Questi consentono di restituire alle comunità una fotografia concreta delle condizioni economiche e sociali, dell'andamento del mercato del lavoro, dell'accesso alle prestazioni e dei bisogni che emergono nei diversi territori. Oltre a rappresentare un concentrato di trasparenza della Pubblica amministrazione, le presentazioni provinciali hanno consentito un confronto tra l'Istituto, le rappresentanze sindacali dei lavoratori e associative delle imprese, le istituzioni locali e il mondo associativo del terzo settore, che partendo dai dati ha consentito di affrontare concretamente temi come lavoro, previdenza, politiche sociali, contrasto al lavoro irregolare, e non da ultimo il tema della disabilità".
La Cgil Perugia, attraverso i propri rappresentanti nel Comitato provinciale, ha presentato un ordine del giorno, approvato martedì 29 settembre, con l'obiettivo di modificare la decisione assunta dalla Direzione generale dell'Istituto, "valorizzando il prezioso lavoro di trasparenza portato avanti in questi anni dal Civ Inps e ripristinando le presentazioni dei bilanci sociali provinciali dell'Istituto".
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