Pubblicato il bando "Fuori luogo-Per una cultura che non sta al suo posto":
Bori, "dalla riattivazione degli spazi inutilizzati alla creatività contemporanea, fino alle librerie indipendenti, in campo 264.500 euro per portare la cultura dove può generare nuove opportunità"
(UNWEB) – Perugia,– La cultura non sta soltanto nei musei, nei teatri e nei luoghi che tradizionalmente le sono destinati. Può abitare un edificio dismesso, riaprire uno spazio pubblico, trasformare una piazza, animare un borgo, incontrare nuovi linguaggi artistici o diventare il punto di riferimento di una comunità attraverso una libreria.
Da questa idea nasce "Fuori luogo – Per una cultura che non sta al suo posto", il nuovo avviso pubblico della Regione Umbria che mette a disposizione 264.500 euro per sostenere progetti culturali, artistici e di innovazione architettonica, promuovere l'arte contemporanea e rafforzare le attività delle librerie indipendenti.
L'iniziativa, che dà attuazione alla Legge regionale 8/2026 e al Programma operativo annuale 2026, introduce una visione della cultura come leva di trasformazione dei territori: non soltanto un'offerta da ampliare, ma una presenza capace di generare relazioni, attivare energie locali, rendere accessibili nuove opportunità e contribuire alla qualità della vita delle comunità.
"Fuori luogo – afferma il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori - è un invito a ripensare dove nasce e vive la cultura. Vogliamo sostenere una cultura capace di uscire dai suoi luoghi consueti, raggiungere territori meno serviti, riattivare spazi che hanno perso una funzione collettiva, dare opportunità a nuove generazioni di artisti e rafforzare presidi culturali come le librerie indipendenti. Non finanziamo semplicemente un calendario di iniziative – aggiunge - ma investiamo nella capacità della cultura di mettere in movimento i territori e costruire nuove possibilità di incontro, partecipazione e sviluppo".
L'avviso si articola in tre cluster, che intervengono su dimensioni diverse ma complementari dell'ecosistema culturale regionale:
Cluster 1 – La rigenerazione dei luoghi: È l'ambito con la dotazione più consistente con 209.500 euro. L'obiettivo è riportare alla vita collettiva spazi pubblici o privati a uso pubblico dismessi, sottoutilizzati o recentemente rigenerati: ex scuole, immobili comunali, ex strutture produttive, mercati, stazioni, spazi civici e strutture culturali che possono accogliere nuove funzioni.
La prima linea sostiene programmi annuali di attività artistiche e culturali, mentre la seconda sostiene interventi di innovazione architettonica e paesaggistica per qualificare gli spazi pubblici attraverso la produzione artistica e la partecipazione culturale, con particolare attenzione al coinvolgimento di artisti under 35.
La priorità territoriale è esplicita: periferie urbane, quartieri marginali, piccoli borghi, aree interne e contesti di transizione tra città e campagna.
Cluster 2 – Sperimentare i linguaggi: con 35mila euro, questo cluster sostiene iniziative di promozione dell'arte contemporanea, progetti espositivi, ricerca e sperimentazione, con particolare attenzione alla creatività giovanile.
Un'attenzione specifica è riservata alle forme leggere di residenza artistica: periodi di ricerca, produzione e confronto con i contesti ospitanti, rivolti soprattutto ad artiste e artisti under 35.
Non soltanto occasioni di visibilità, dunque, ma opportunità di produzione e sperimentazione, capaci di mettere in relazione artisti, istituzioni culturali, luoghi e comunità.
Cluster 3 – far circolare le idee. Le librerie indipendenti come presidi culturali: Con una dotazione di 20mila euro, il terzo cluster riconosce il ruolo delle librerie indipendenti nella diffusione della lettura e nella costruzione di comunità, con una particolare attenzione a quelle situate nelle aree interne e nei territori meno serviti.
Uno degli elementi qualificanti dell'avviso è il legame tra qualità dei progetti e caratteristiche dei contesti in cui si realizzano. La condizione di perifericità non viene definita soltanto dalla posizione geografica: contano la disponibilità di servizi, la presenza di spazi pubblici inutilizzati, le condizioni socioeconomiche e demografiche, l'accessibilità alle opportunità culturali e la qualità delle relazioni territoriali.
Un altro elemento centrale è la continuità: i progetti di riattivazione degli spazi dovranno prevedere un programma culturale, il coinvolgimento degli abitanti, un partenariato territoriale, modalità di gestione e presidio e una strategia di sostenibilità oltre il periodo del finanziamento.
"La Regione - sottolinea Bori - intende così sostenere processi che non si esauriscano nell'apertura temporanea di un luogo o nella realizzazione di un evento, ma che contribuiscono progressivamente a consolidarne la funzione culturale e sociale".
Tutti e tre i cluster prevedono un contributo regionale fino all'80 per cento delle spese ammissibili, con una quota minima di cofinanziamento del 20 per cento.
Le domande potranno essere presentate entro 20 giorni dalla pubblicazione dell'Avviso sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria. La valutazione e l'approvazione delle graduatorie si concluderanno entro i successivi 30 giorni dalla scadenza del bando.
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