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Attualità

Perugia: Celebrata in cattedrale la Passione del Signore.

Di Redazione Umbria Notizie Web 2 Aprile 2021 – 20:52 4 min di lettura

IMG 4137Il cardinale Gualtiero Bassetti: «Non si tolga all’uomo la Croce..., accogliamola e portiamola come un messaggio d’amore, un messaggio di perdono, un messaggio di speranza»

(UNWEB) Perugia. «Stasera vogliamo contemplare la Croce. Nel cuore della liturgia del Venerdì Santo entra solennemente la Croce e lo vedremo tra poco. Come era bello quando anche tutto il popolo cristiano, dopo i celebranti, poteva inchinarsi a baciare la croce di Gesù, ma presto torneremo a poterlo fare perché sono certo che il Signore ci aiuta e ci libererà anche da questa pandemia». Con queste parole il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha introdotto la sua omelia della celebrazione della Passione del Signore nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, Venerdì Santo 2 aprile, alla presenza di diversi fedeli convenuti nel rispetto delle norme sanitarie per il contenimento del contagio da Covid-19. Come la Coena Domini del Giovedì Santo è stata privata del rito della lavanda dei piedi, così la Passione del Venerdì Santo è stata prima del rito del bacio della Croce.

Fonte di vita nuova. «La Croce, da quando Gesù vi ha steso sopra le proprie braccia, non è più maledizione, è diventa Vangelo, cioè un lieto annunzio, cioè fonte di vita nuova. Su quella Croce è stata sconfitta la legge per l’amore per se stessi, dell’egoismo, perché su di essa stese le sue braccia Colui che ha vissuto per gli altri fino alla morte, fino a dare tutto se stesso. Gesù ha tolto agli uomini con il suo gesto il calvario, la paura di donarsi, la paura di essere solidali e il rischio che tutti possiamo correre di vivere soltanto per noi stessi, che è il pericolo più grande. La Croce sta al centro del cristianesimo, segna la nostra vita».

Citando san Giovanni Paolo II nel giorno del sedicesimo anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre (morì il 2 aprile 2005), il cardinale Bassetti ha detto: «La Croce, innanzitutto, va accolta nel cuore e nella vita. Il messaggio di morte e di risurrezione che dalla Croce scaturisce diventa per tutti annuncio di speranza e di consolazione. La Croce è l’annuncio del messaggio di Dio, ma anche di tutto l’amore dell’uomo e l’amore di Cristo che si fondano in un unico amore salvifico». Invitando i fedeli ad accogliere questo messaggio del Papa Santo, il cardinale Bassetti ha definito Giovanni Paolo II «un testimone della Croce fino in fondo nel rischiare la vita per il Signore. Tante sue reliquie sono un pezzo di stoffa imbevuta del suo sangue», ricordando altre sue «espressioni così belle di Giovanni Paolo II: Sì la Croce è la prima lettera dell’alfabeto di Dio, essa è inscritta nella vita dell’uomo e nessuno quindi, se è inscritta da Dio, la può cancellare; volerla escludere dalla propria esistenza è come volere ignorare la realtà della natura umana».

Non togliere la Croce. Nel racconto della Passione abbiamo visto che la Croce ci rideva: il vero volto di Dio è il vero volto dell’uomo, è il vero volto del cristiano, ‘perché un cristianesimo senza sacrificio, senza croce si ridurrebbe, come ha detto una volta papa Francesco, a chiacchiere inconcludenti. Se si togliesse la croce, l’esistenza cristiana diventerebbe più una recita che una vita. E non illudiamoci - che qualcuno tenta di farlo -, che eliminando la Croce dal vocabolario, o dagli uffici pubblici, il linguaggio cristiano diventi più comprensibile e alla portata di tutti». Entrando «in una piccola testimonianza personale – come l’ha definita il cardinale –, nei momenti più bui della mia malattia, nella lunga degenza al nostro ospedale cittadino e poi al Gemelli di Roma, quanta consolazione - lo dico con forza - ho ricevuto dallo sguardo rivolto al Crocifisso che sempre stava dinanzi a me e dinanzi agli altri fratelli e sorelle ammalati. Non venga a nessuno la tentazione di toglierlo, anche dai luoghi pubblici, perché l’Uomo della Croce è in grado di parlare al cuore di tutti gli uomini e di tutte le donne. E’ un inerme, è un indifeso, è un innocente, a chi nuoce?».

E’ la Croce a fare la diversità. «Noi potremo trovare parole più facili della Croce, più consolanti, più attraenti – ha commentato il cardinale Bassetti avviandosi alla conclusione –, ma non parleremmo più di Gesù Cristo, perché è la Croce che fa la diversità del cristiano. Se vogliamo vivere in pienezza la Pasqua, se vogliamo vivere con coerenza la vita cristiana, non distogliamo mai il nostro sguardo dal Crocifisso Risorto. Accogliamo la Croce e portiamola come un messaggio d’amore, un messaggio di perdono, un messaggio di speranza. E Cristo, statene certi, non deluderà mai. Io ho quasi ottant’anni, ma non ho mai sentito nessuno che mi abbia detto di essere rimasto deluso da Cristo, perché Cristo, in un modo e in un altro, ti introduce e ti prepara sempre alla tua risurrezione con Lui».

 

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