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Cultura

Festa per i 520 anni della Maestà della Madonna delle Grondici

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Gennaio 2015 – 14:29 2 min di lettura

Il santuario della Madonna delle Grondici(ASI) Panicale. Alla Madonna delle Grondici si festeggiano i 520 anni della Maestà, la venerata immagine di un gonfalone processionale incorniciato sopra l'altare del santuario. L'opera di Gregorio Gregori, detto il Teutonico, fu conclusa il 31 gennaio del 1495. Rappresenta una Madonna in trono con Bambino, tra i santi Sebastiano e Rocco. Uno dei tanti baluardi della fede usati dai fedeli nel XV secolo contro la peste che infestava le campagne dell'Umbria.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, parteciperà alla giornata dedicata all'opera sacra. Monsignor Paolo Giulietti, vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve introdurrà i lavori di un convegno di studi promosso dall'amministrazione comunale di Panicale. Don Fabrizio Fucelli, storico rettore del santuario e il sindaco di Panicale Giulio Cherubini faranno gli onori di casa.

All'incontro, moderato dal giornalista Federico Fioravanti, parteciperanno gli storici Elvio Lunghi e Giovanni Riganelli. Monsignor Mario Sensi chiuderà la prima parte dei lavori con una relazione sulle centenarie vicende del santuario.
Nel pomeriggio verrà celebrata la XXXVII Giornata per la Vita. E' previsto un intervento del giornalista e saggista Raffaelle Iannuzzi. La messa presieduta dal cardinale Bassetti concluderà la giornata di festa.

Il santuario della Madonna delle Grondici sorge su una collina che si affaccia sul corso del fiume Nestore. Il luogo di culto si raggiunge dalla vicina Tavernelle.
Nel Quattrocento era soltanto una semplice cappella, intitolata alla Madonna delle Grazie, costruita vicino a un'edicola campestre. La leggenda vuole che davanti all'immagine di Maria avvenisse il miracolo della resurrezione di un bambino in seguito alle strazianti preghiere dei suoi genitori.

Così nacque il santuario, che si chiama così dal termine latino "sub grunda". Sotto la gronda del tetto, nel "suggrundarium", venivano infatti deposti i bambini morti senza battesimo per i quali non era possibile la sepoltura in un luogo consacrato. I genitori, perciò, portavano i bimbi moribondi non ancora battezzati al Santuario nella speranza che potessero ancora dare qualche segno di vita e ricevere il sacramento del battesimo ed una giusta sepoltura. Se ciò non accadeva, il bambino veniva sepolto sotto la gronda (sub grunda) della casa natale. Il santuario è ancora oggi meta di pellegrinaggio, soprattutto da parte di madri che pregano per la fecondità e la protezione dei figli.

 

Il gonfalone della Madonna delle Grondici

Locandina convegno 31 gennaio 2015

Nota della Redazione

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