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Cultura

Verso il tutto esaurito: il primo weekend del Festival dei Due Mondi è un inno alla ripartenza

Di Redazione Umbria Notizie Web 11 Giugno 2021 – 15:46 2 min di lettura
3ae66905 b317 0419 1eae 6d123ab2eb7d(UNWEB) Spoleto. A due settimane dall'inaugurazione è già grande l'interesse del pubblico per gli appuntamenti inaugurali della sessantaquattresima edizione del Festival dei Due Mondi.

Il primo weekend viaggia verso il tutto esaurito e festeggia con una sontuosa apertura la ripartenza. Il traffico sul sito e sulle piattaforme di vendita segna un incremento del
126% (visite di utenti singoli) negli ultimi due mesi, in aumento anche il traffico sulle pagine social con un incremento di follower del 10%. Rispetto alle precedenti edizioni si abbassa l'età media degli spettatori. Il pubblico giovane è interessato soprattutto agli spettacoli di danza e agli appuntamenti nella Piazza del Duomo: oltre al concerto inaugurale e a quello finale, ospita Francesco Tristano (3 luglio), Brad Mehldau (4 luglio) e Colapesce e Dimartino (9 luglio).
In piazza Duomo la disponibilità arriva a un massimo di 1.000 posti, al Teatro Romano di 330 posti mentre al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti sono disponibili 230 posti secondo le disposizioni di sicurezza attuali. Negli altri luoghi di spettacolo le capienze variano da un minimo 20 posti fino a un massimo di 140 posti, a seconda dell'architettura del luogo e dello spazio scenico.
Il
concerto inaugurale di venerdì 25 giugno, con la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer, è prossimo al sold out: saranno in mille ad ascoltare la grande orchestra ungherese in un programma tutto francese con il balletto Le boeuf sur le toit di Darius Milhaud, La Valse e il poema per voce e orchestra Shéhérazade di Maurice Ravel – solista il soprano Luciana Mancini –, la prima Gymnopédie di Erik Satie nell'orchestrazione di Claude Debussy.
Pochi i posti ancora disponibili anche per gli spettacoli di sabato 26 e domenica 27 giugno:
Folia, del coreografo francese Mourad Merzouki al Teatro Romano, e La signorina Giulia, nuova produzione teatrale del regista umbro Leonardo Lidi a San Simone.
C'è grande richiesta e attesa anche per la serata di domenica 27 giugno con Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Piazza Duomo. Pascal Rophé guida i complessi romani per una rara esecuzione di
Oedipus rex di Igor Stravinskij, omaggio al compositore nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, e dei tre Nocturnes di Claude Debussy. Il Festival sfodera un cast vocale d'eccezione che include le voci di Allan Clayton (Oedipus), Anna Caterina Antonacci (Giocasta), Andrea Mastroni (Creonte/Messagero), Mikhail Petrenko (Tiresia) e John Irvin (Il Pastore). Voce recitante è la bravissima Pauline Cheviller, attrice e cantante francese conosciuta e apprezzata in produzioni teatrali e televisive e insignita del Figaro Prize for Revelation of the Year che nel 2016 ha collaborato con Peter Sellars per Oedipus Rex e Perséphone di Stravinskij, registrato con il direttore Esa Pekka Salonen.
Sono oltre
260 i musicisti e coristi delle due orchestre in residenza a Spoleto: la Budapest Festival Orchestra e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Da non perdere il concerto dell'Ensemble di Archi dell'Orchestra di Budapest al Chiostro di San Nicolò (26 e 27 giugno) – gli altri concerti della rassegna da camera sono già sold out.
Nota della Redazione

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