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Politica

Partito della Rifondazione Comunista : La Giunta regionale leghista vuole tornare a bruciare i rifiuti urbani

Di Redazione Umbria Notizie Web 19 Febbraio 2021 – 11:14 3 min di lettura

10463951 10152174178412019 1670787793476740334 n(UNWEB) "La Giunta Regionale Umbra leghista vuole riportare indietro le lancette del tempo.
Dopo la chiusura dell'inceneritore ASM di Maratta, è dal 2008, che non si bruciano rifiuti solidi urbani a Terni ed in Umbria.

Una vittoria del fronte ambientalista che aveva costretto la Regione (anche sulla spinta delle 6.500 firme di ternani, raccolte da Rifondazione Comunista ed altri) all'abbandono dell'incenerimento come principale modalità di smaltimento dei rifiuti.

Ma quel passo in avanti compiuto allora, rischia oggi di essere cancellato.

L'attuale Giunta Regionale ha affidato il compito di scrivere un nuovo piano regionale dei rifiuti, dapprima all'AURI (Autorità Umbra per i Rifiuti e Idrico) e, dopo la rinuncia di questo ente, ad un Comitato Tecnico Scientifico, sulla cui composizione poco o nulla si conosce.

Questo nuovo Piano dovrebbe vedere la luce all'inizio della prossima estate e si prevede una fase partecipativa di discussione pubblica, da concludersi a fine 2021.

Ma la Giunta Tesei non attende il termine dei lavori del Comitato da lei stessa nominato e, dovendo presentare al Governo nazionale i progetti per accedere ai finanziamenti europei del Recovery Found, scopre le sue intenzioni e mette in agenda la realizzazione di tre impianti per la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario): uno a Ponte Rio (Perugia), uno a Casone (Foligno) ed uno nell'area ex Officine Bosco, a Narni.

La direzione da prendere è, quindi, bella che tracciata a favore della produzione del CSS, in continuità con l'adeguamento del Piano Rifiuti, stilato nel 2014 dalla Giunta Marini.

Ricordiamo che il CSS è ottenuto dalla frazione secca dei rifiuti indifferenziati ed il suo utilizzo è reso possibile dall'escamotage ideato, dal ministro dell'Ambiente Clini che per decreto, nel 2012, lo trasforma da rifiuto a combustibile, con la possibilità di varcare i confini territoriali ed essere bruciato in tutto il territorio nazionale.

Addirittura il CSS può essere considerato come fonte rinnovabile ed usufruire degli eco-incentivi statali, risvegliando gli appetiti del partito dell'incenerimento e saldando gli interessi economici e politici pubblici e privati.

Un boccone ghiotto per i cementifici di Gubbio e Spoleto, che la Tesei si appresta a soddisfare.
Ma è un affare che fa gola anche all'ACEA, che da tempo ha chiesto di ampliare le autorizzazioni dell'inceneritore di Maratta.

Il Comitato Regionale Rifiuti Zero, che Rifondazione Comunista sostiene, stima una spesa di 20 Euro a tonnellata per la cessione del CSS ai cementieri. Tale soluzione comporterebbe un aumento di costi per gli umbri, per lo smaltimento dei rifiuti, pari a 131 €/t contro gli attuali 118 €/t.

Da sempre il PRC propone di investire in impianti per il massimo recupero di materia, pressoché analoghi, per costo e resa finale in discarica, a quelli destinati a produrre CSS.

Restando alle sole valutazioni economiche e accantonando le altre, non si capisce perché bisogna spendere soldi pubblici per costruire impianti il cui prodotto finale invece di essere recuperato e rivenduto ai consorzi di riciclo (si tratta infatti soprattutto di carta, legno, plastica), viene confezionato per essere bruciato, pagandoci, in aggiunta, i costi salati dell'incenerimento.

A noi pare evidente che nel primo caso scendono le bollette di tutti, mentre, nel secondo, salgono i guadagni di pochi.

La Giunta Regionale vorrebbe inoltre realizzare un polo regionale per il trattamento dei fanghi a Terni, presso il depuratore di via Vanzetti.
Il "super depuratore", come è stato già ribattezzato in città, verrebbe dotato di un impianto di essiccamento dei fanghi derivanti dalla purificazione delle acque reflue urbane, con relativo impianto di cogenerazione per energia elettrica e termica.

Anche qui nessuna novità: si continua a considerare Terni la pattumiera dell'Umbria e qui verranno trasportati e lavorati i fanghi di tutti i depuratori della regione.

Chiediamo ad ASL ed ARPA di pronunciarsi su questo tipo di impianto ed in particolare sul rischio di forte rilascio di cattivi odori che caratterizzerebbe queste strutture.

Un regalo della Giunta Tesei per nulla gradito dai ternani, che comporterà anche un aumento del traffico di mezzi di trasporto in una Conca ternana che, in base ai rilevamenti relativi alle polveri sottili effettuati dalle centraline nel 2020, risulta essere, ancora una volta, di gran lunga la più inquinata dell'Umbria."

Così, in una nota, la Commissione Ambiente e Salute del Partito della Rifondazione Comunista. Federazione di Terni

Nota della Redazione

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