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Politica

Covid: “Ipotesi terzo ospedale in Umbria, piano di salvaguardia totalmente disatteso, serve aggiornamento condiviso" – nota di De Luca (M5S)

Di Redazione Umbria Notizie Web 19 Febbraio 2021 – 14:55 3 min di lettura

de luca thomasIl capogruppo del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca punta il dito sulla Giunta regionale che “starebbe preparando il terzo ospedale Covid in Umbria, dopo Pantalla e Spoleto forse a Branca o Città di Castello, secondo le indiscrezioni uscite a mezzo stampa, quando in realtà servirebbe al più presto un aggiornamento del Piano di Salvaguardia". Per De Luca “è necessario coinvolgere i Sindaci interessati e le comunità locali per evitare l'ennesimo pasticcio da parte della Giunta Tesei”.

 

(UNWEB) Perugia,   - "La Regione starebbe preparando il terzo ospedale Covid in Umbria, dopo Pantalla e Spoleto forse a Branca o Città di Castello, secondo le indiscrezioni uscite a mezzo stampa, quando in realtà servirebbe al più presto un aggiornamento del Piano di Salvaguardia". Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, che ribadisce “la necessità di coinvolgere i Sindaci interessati e le comunità locali per evitare l'ennesimo pasticcio da parte della Giunta Tesei”.

"La Giunta pensa ad un terzo ospedale Covid? Non si ripetano i drammatici errori fatti dal piano Bertolaso – avverte il portavoce del M5S -, auspichiamo un nuovo piano di salvaguardia con il coinvolgimento dei Sindaci e delle comunità locali che faccia il punto sulle risorse a disposizione e pianifichi una strategia definitiva per affrontare i prossimi due mesi, anche alla luce del piano vaccinale che va estremamente a rilento. Di fronte all'immobilismo della Giunta regionale è necessario correre ai ripari. Il disastroso Piano di Salvaguardia di Guido Bertolaso - aggiunge De Luca - è stato completamente disatteso. I 167 posti letto di terapia intensiva non ci sono. Per questo serviranno i moduli prefabbricati del commissario Domenico Arcuri".

Per De Luca, “il dato drammatico che rappresenta uno dei motivi principali per cui non è stato possibile potenziare le terapie intensive è quello delle assunzioni. In Umbria, come denuncia il sindacato Nursind, il personale infermieristico in trincea nella lotta al Covid non ha ricevuto alcuna indennità da ottobre. L'unico bando in essere per l'assunzione a tempo indeterminato è quello della Usl Umbria 2 ed il personale arriverà forse in estate. Chi lavora in reparti come quelli di terapia intensiva necessita di formazione sul campo, supporto e congrui riconoscimenti”.

“È invece servito – osserva De Luca - il bando della Protezione Civile predisposto dall'ex Governo Conte per far arrivare in Umbria il personale medico necessario a fronteggiare l'emergenza Covid. Nonostante le promesse, il potenziamento degli operatori sanitari è stato irrisorio, tanto che l'ospedale da campo sarebbe ancora al palo per questo motivo. Si è parlato molto di strumentazioni, ma troppo poco di chi quelle strumentazioni è in grado di farle funzionare. Figure professionali che in questo momento sono molto ricercate e contese dalle sanità di tutte le regioni”.

“Molti – continua De Luca - stanno denunciando quello che sembrerebbe essere un vero e proprio esodo del personale sanitario dalla nostra regione, attratto altrove da contratti più vantaggiosi e prospettive di carriera più solide. Finora – aggiunge - abbiamo ascoltato molte promesse, come utilizzare graduatorie e concorsi che ancora non vengono finalizzati. Una grave mancanza a cui ha dovuto porre rimedio il bando dell'ex Governo Conte e i moduli del commissario Arcuri. Ma il Covid - conclude - non aspetta l'inadeguatezza".

Nota della Redazione

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