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Attualità

L'Università degli Studi di Perugia al trentanovesimo posto tra le 400 aziende italiane in cui si lavora meglio secondo la classifica "Italy's best employers 2021" di Statista, pubblicata dal Corriere della Sera

Di Redazione Umbria Notizie Web 3 Novembre 2020 – 19:26 2 min di lettura

università di perugiaIl Rettore Oliviero: "Premiata capacità di risposta e attenzione al benessere diffuso"

(UNWEB) Perugia. Diciassette Atenei nelle prime 100 posizioni del ranking dei 400 migliori datori di lavoro italiani, recentemente pubblicato dal Corriere della Sera: al trentanovesimo posto della classifica assoluta si colloca l'Università degli Studi di Perugia, con un punteggio di 8,50 su 10. Tra gli atenei presenti le Università Bicocca, di Pavia, Padova, Pisa, Bologna, Salerno, Roma Sapienza, Napoli Federico II, Politecnica delle Marche, Politecnici di Milano e Torino, Statale di Milano e le Scuole Superiori Normale e Sant'Anna.

La graduatoria di Statista, società indipendente tedesca di elaborazione dati, è stata sviluppata a partire da un set di domande poste a un campione di ben 12.000 lavoratori, per un totale di oltre 650.000 giudizi espressi.

"Si tratta di un risultato incoraggiante" ha dichiarato il Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Prof. Maurizio Oliviero "soprattutto in virtù dell'attenzione e del grande impegno che l'attuale Governance sta mettendo in campo per l'innalzamento del benessere diffuso della comunità accademica, pur nella difficile situazione sanitaria alla quale, lo dico con gratitudine, l'Ateneo ha saputo reagire con grande spirito di servizio e riscoperto senso di appartenenza. Continueremo a impegnarci per garantire le migliori condizioni di vita possibili, dentro e fuori dalle aule e dagli uffici dell'Università, poiché consideriamo il loro raggiungimento quale elemento fondamentale nella crescita, umana e professionale, della comunità accademica".

Il Dott. Alberto Scuttari, Presidente del CoDAU (Convegno dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie) e Direttore Generale dell'Università degli Studi di Padova, spiega nell'articolo del Corriere quali siano a suo parere le ragioni della consistente presenza degli Atenei italiani nella classifica: "E' comune l'errata percezione che il mondo dell'istruzione, e in particolare dell'istruzione pubblica, non sia un ambiente di lavoro sfidante e competitivo, nel quale si possano realizzare le proprie aspirazioni professionali. Non è così, perché il sistema delle Università ha attraversato in questi anni un profondo mutamento, trovandosi a dover gestire una domanda di formazione esigente all'interno di un contesto globale, spesso competitivo. Questo ha richiesto lo sviluppo di competenze manageriali, relazionali e tecniche assai solide, nonché il cambiamento di molti paradigmi. Ed è d'altro canto assai significativo che il posizionamento degli Atenei nel ranking sia addirittura migliorato nell'anno segnato dalla pandemia e dall'emergenza sanitaria nazionale. Ritengo che in questi tempi turbolenti l'Università si sia, infatti, affermata come istituzione capace di innovare nell'ambito del lavoro". (fonte: Corriere della Sera)

Nota della Redazione

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