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Cronaca

Appello dell’ospedale di Terni: la legge riconosce alle donne il diritto di partorire in anonimato

Di Redazione Umbria Notizie Web 3 Agosto 2018 – 18:44 2 min di lettura

OspedaleTerni(UMWEB) Terni,  - Alla luce del tragico fatto di cronaca avvenuto a Terni nella serata del 2 agosto, il ritrovamento del corpo senza vita di un neonato abbandonato nei pressi di un supermercato, la capo ostetrica dell’ospedale Santa Maria di Terni, la dottoressa Maria Antonietta Bianco, al di là di quanto emergerà dalle indagini in corso, coglie l’occasione per ricordare che la legge italiana garantisce il diritto della donna di partorire in anonimato, consentendo alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è venuto alla luce (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) affinché sia assicurata l’assistenza e la tutela giuridica sia della madre sia del bambino.

“Siamo naturalmente molto addolorati sia per la mamma, probabilmente lasciata sola nella disperazione, - commenta la dottoressa Bianco - sia per il neonato, che poteva salvarsi e vivere in una famiglia. Purtroppo ancora troppe donne non sanno che in ogni punto nascita italiano è possibile partorire in anonimato perché la legge tutela sia loro sia i propri figli. Rispetto alla nostra esperienza le donne che hanno fatto questa scelta sono pervenute al nostro ospedale talvolta seguite dai servizi sociali ed altre volte spontaneamente. L'ultimo caso lo abbiamo avuto nel 2016”.

In Italia oltre alla possibilità di lasciare i neonati eventualmente non nati in ospedale nelle culle termiche (in Umbria sono presenti all’ospedale di Città di Castello e al residence Chianelli presso l’ospedale di Perugia), la normativa vigente garantisce la tutela dell'anonimato della partoriente in ogni ospedale del territorio nazionale.

“In particolare - spiega la dottoressa Bianco - l'ultimo DPR 396/2000 Art. 20 comma 3 (dichiarazione di nascita) prevede che la mamma può non riconoscere il proprio figlio e lasciarlo in ospedale affinché siano assicurate l'assistenza e la tutela giuridica ad entrambi. La procedura che si attiva è la seguente: al momento della redazione dell'attestato di nascita l'ostetrica scrive ‘donna che non consente di essere nominata’ e si attivano tutte le procedure attraverso la direzione sanitaria che, a sua volta, segnalerà l'evento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni affinché si possa aprire il procedimento di adottabilità”. Al neonato viene così garantito il diritto di vivere, crescere ed essere educato, mentre il nome della madre resterà sempre segreto nel rispetto della sua volontà.

Nota della Redazione

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