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Cronaca

Cascia: celebrata la festa di Santa Rita. Messa presieduta dal cardinale Becciu che ha affidato alla Santa l’Italia «perché non smarrisca tradizioni e cultura che l’hanno resa esempio di fede, di accoglienza e di pacifica e rispettosa convivenza dei suoi

Di Redazione Umbria Notizie Web 23 Maggio 2019 – 14:00 4 min di lettura

Statua(UMWEB) Cascia. «Carissimo/a questo giorno ci ricorda che a Dio tutto è possibile. Buona festa di Santa Rita». Questo è il messaggio che mercoledì 22 maggio 2019, di buon mattino, hanno ricevuto sul telefonino i tantissimi devoti della Santa dei casi impossibile in un qualche modo collegati col santuario di Cascia.

Mittente: le monache agostiniane di Cascia custodi del corpo della Santa ed eredi del suo messaggio spirituale. La giornata poi è stata avviata dalla tradizionale processione con la statua della Santa partita da Roccaporena, paese natale di Rita: giunta in città si è unita al corteo storico che ogni anno ripropone i momenti salienti della vita di questa grande donna. Il tutto è culminato dinanzi alla Basilica, dove alle 11.00 il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto il solenne pontificale. Hanno concelebrato: mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Giovanni Scanavino vescovo emerito di Orvieto-Todi, sacerdoti dell’ordine di S. Agostino e diocesani. Nutrita la presenza delle autorità civili e militari. Ma soprattutto erano veramente tanti, come sempre, i devoti della Santa giunti a Cascia, colle della speranza, da ogni parte d’Italia e da alcuni Paesi del mondo. Tutti sono stati accolti con delicatezza dalle monache e dai padri agostiniani, ad iniziare da padre Bernardino Pinciaroli, rettore della Basilica, che dice: «La gente è qui per affidare a Rita le proprie fatiche e sofferenze. Le persone sono cariche di difficoltà e hanno bisogno di speranza, di maggiore umanità nell’affrontare la vita di tutti i giorni. Salendo qui dicono: Rita, tu che ha portato la croce, insegnaci a non lasciarci vincere dallo scoraggiamento, intercedi per noi». Il “popolo” dei devoti di Santa Rita presente alla festa era variegato: anziani, malati, giovani, tante famiglie con bimbi piccoli, diverse donne incinte. Tutti con in mano una rosa rossa, simbolo della spiritualità ritiana. Tutti a chiederle conforto nei momenti difficili della vita, perché Rita, come ha detto il cardinale Becciu, nell’omelia «è una delle Sante più popolari in Italia e nel mondo; è stata semplicemente una nostra sorella che ci ha preceduto nel vivere una vita normale, intessuta però della luce e dell’incessante presenza di Dio, il quale mai abbandona le sue creature, specialmente nell’ora del dolore e del turbamento. Anche noi – ha proseguito il Cardinale - vorremmo chiedere a Dio qualche grazia per l’intercessione di Santa Rita, ma la vorremmo supplicare con l’animo di chi, come ci suggerisce il Vangelo, non intende sprecare tante parole, perché il Padre sa già di cosa abbiamo bisogno, e desidera ardentemente solo l’avvento del Regno di Dio. Trovandoci a casa di Santa Rita, che è stata moglie e madre, non possiamo non chiedere grazie speciali alle famiglie di oggi, chiamate ad affrontare molteplici sfide e che spesso non reggono. Invochiamo S. Rita affinché nasca una rete di solidarietà delle famiglie per fronteggiare la diffusa cultura secolarizzata, l’indifferenza religiosa e il relativismo morale. Siano i nostri cristiani fermi nella convinzione che la famiglia voluta da Dio è il luogo in cui un uomo e una donna rispecchiano l’amore di Dio e si fanno suoi generosi ed esclusivi collaboratori nella trasmissione della vita. Un’ultima grazia la vorremmo chiedere – ha concluso Becciu - per l’Italia perché non smarrisca tradizioni e cultura che l’hanno resa esempio di fede, di accoglienza e di pacifica e rispettosa convivenza dei suoi abitanti».

Anche papa Francesco nell’udienza generale in Piazza S. Pietro ha ricordato Santa Rita: «Fu donna, sposa, madre, vedova e monaca del suo tempo. Le donne di oggi, sul suo esempio, possano manifestare il medesimo entusiasmo di vita e, al contempo, essere capaci dello stesso amore che ella riservò a tutti incondizionatamente».

Nel primo pomeriggio, poi, l’arcivescovo Boccardo ha accompagnato il cardinale Becciu a visitare i luoghi ritiani di Roccaporena: Santuario, Casa natale e chiesa di S. Montano, luogo dove sono sepolti il marito e i figli. E nel giorno di Santa Rita, proprio nel suo borgo natale, si è verificato un incidente: un pullman in partenza per la Campania si è sfrenato dal grande parcheggio, l’autista era sceso per prestare soccorso ad una persona che aveva battuto la testa in un vetro, ed ha iniziato la discesa verso l’uscita del paese. Fortunatamente la corsa è terminata in un giardino dell’Opera diocesana di Roccaporena, rovinando in modo significativo un’automobile dei Carabinieri. Tanta paura, ma nessun ferito. Se invece il pullman avesse imboccato la via principale del paese, affollata di pellegrini, le conseguenze sarebbero state molto più gravi. Mons. Boccardo, che ha visto l’incidente, ha raccomandato al pro rettore del santuario di Roccaporena, don Canzio Scarabottini, di ringraziare Santa Rita nella Messa serale per aver evitato danni alle persone.

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