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Cronaca

Casa Serena e il nuovo giardino sensoriale, tra recupero di uno spazio storico a sostegno degli anziani ospiti e apertura alla comunità di Magione

Il progetto di restauro e rinnovamento, grazie ai bandi della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è stato curato da Martina Pedrazzoli e Serena Fabretti e diventerà uno luogo per stimolare i sensi e godere della bellezza (UNWEB) PERUGIA – Un giardino sensoriale a completamento dei lavori che hanno interessato Casa Serena di Magione, ma anche uno spazio per gli anziani ospiti, i loro familiari e i cittadini che vorranno godere di un’oasi al centro del paese.

Di Redazione Umbria Notizie Web 13 Novembre 2019 – 17:19 5 min di lettura

“Casa Serena è una struttura per anziani nata per volontà testamentaria del professore Zefferino Rinaldi in quella che era la sua abitazione familiare con la specifica indicazione di accogliere gli anziani non abbienti - racconta Adriano Sorci, presidente della Fondazione Casa Serena - Prima gli anziani non pagavano alcuna retta, poi i tempi sono cambiati e anche la struttura si è ammodernata e ha cambiato regime assistenziale, si è trasformata in residenza protetta con trenta ospiti non autosufficienti che risiedono nella struttura organizzata come un residence, con spazi comuni per le attività e sette anziani autosufficienti che vivono in un’altra sede, con piccole camere personali - prosegue Sorci - Siamo accreditati presso il Servizio sanitario regionale e nel tempo abbiamo organizzato gli spazi interni in maniera più consona ed efficiente: rifatta la palestra, gli uffici, cambiati tutti gli arredi delle camere e delle sale comuni, è stata installata la videosorveglianza negli spazi comuni e all’esterno, poi sono stati installati i campanelli di chiamata e l’impianto di climatizzazione per rendere più piacevole il soggiorno agli anziani nei mesi più caldi; per completare è stata rifatta anche la facciata, un intervento che fa dire all’anziano: Abito nell’edificio più bello di Magione”.

A fronte di questi interventi “rimaneva un cruccio: quello del giardino, di un bellissimo parco con limonaia lasciato un po’ al tempo e impraticabile per gli ospiti anziani - riprende Sorci - E così è nata l’idea di ripensare quegli spazi, renderli praticabili agli anziani e creare una sorta di salotto aperto a tutti i magionesi. Penso alla domenica, quando si esce dalla messa nella chiesa di fronte a Casa Serena e i parenti possono venire a trovare gli anziani, oppure i cittadini che fanno una passeggiata nel giardino che diventa, così, uno spazio di socialità e Casa Serena si integra e si apre alla comunità magionese”.

Per offrire alla città di Magione uno spazio dove poter progettare una serie di iniziative come presentazione di libri o l’uso laboratoriale per le scuole è stato fatto attraverso i bandi della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, già presente e attenta all’attività di Casa Serena, avendo finanziato con un altro bando la messa a norma dell’impiantistica elettrica.

Tra le attività che gli anziani svolgono a Casa Serena c’è la musicoterapia (alla quale si collegheranno dei concerti in giardino), il teatro (molto apprezzato o spettacolo “Odissea a Casa Serena”) e poi il cucito e la fisioterapia, oltre ai momenti di socializzazione negli spazi comuni. Il giardino andrà ad incrementare l’offerta di iniziative per gli ospiti, oltre che stimolare i sensi in quanto sarà un luogo multisensoriale.

Martina Pedrazzoli, agronoma, e Serena Fabretti, architetta, si sono calate in questa realtà “pensando all’uomo con un progetto dedicato a una fase della vita delicata, da trattare con amore e cura - racconta Martina Petrazzoli - Per questo abbiamo pensato alle necessità degli ospiti e alle loro vicende personali. Che cosa progettare, quindi? Uno spazio che potesse rispondere con gli stimoli visivi, olfattivi e uditivi al decadimento funzionale e sensoriale degli anziani. Un giardino che stimolasse i cinque sensi. Il progetto ruota attorno ad un elemento centrale, cioè la fontana e l’acqua, fonte di vita e che con il suo scrosciare stimola l’udito, mentre l’effetto visivo della rifrazione della luce sulla superficie dell’acqua crea effetti per la vista”.

Da qui il passo successivo è stato pensare al giardino come una piazza con sedute e un gazebo per favorire l’incontro delle persone. Molto importanti saranno “le alberature, alternate in base all’aspetto cromatico e al susseguirsi delle stagioni per dare una percezione visiva sempre nuova - prosegue Pedrazzoli - Molti degli anziani, inoltre, sono stati contadini o vengono da quella cultura, quindi lo stimolo olfattivo attraverso i fiori e le piante di un orto e un frutteto sono importantissime per risvegliare i ricordi. Per quanto riguarda il frutteto abbiamo usufruito del lavoro di Isabella della Ragione con il recupero degli ecotipi locali, poi sviluppando due tipi di orto: uno a terra per gli anziani autosufficienti che potranno anche fare dei lavoretti; il secondo sarà sospeso, con delle casse ad apertura studiate proprio per poter essere usufruiti dagli anziani non autosufficienti”.

Il giardino con frutteto e orto sarà poi a disposizione delle scuole per attività didattiche e della cittadinanza per rinsaldare il legame tra generazioni tra famiglie e ospiti in un ambiente profumato è colorato che stimola i sensi.

Il lavori saranno completati da una pavimentazione speciale per evitare i rischi di scivolamento, un corrimano a struttura doppia e, infine, una scultura, un “Angelus novus” di Sestilio Burattini che sarà posto al culmine del giardino, una sorta di polena che decora la prua di una nave protesa verso il Castello dei Cavalieri di Malta.

Polis società cooperativa, con 35 operatori sociali, opera in accordo con la Fondazione per la gestione dei servizi all’interno della struttura, occupandosi di assistenza socio-sanitaria, servizi infermieristici, un medico geriatria, la cucina e le pulizie, l’animazione e il fondamentale servizio di riabilitazione e fisioterapia.

Nota della Redazione

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