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Economia

Cinghiali, Coldiretti Umbria: Con il Covid, situazione sempre più grave

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Gennaio 2021 – 13:03 3 min di lettura

coldirettiumbriaDoppia emergenza per il mondo agricolo: a rischio anche biodiversità, ambiente, sicurezza e salute. Giunta straordinaria a confronto per nuove iniziative di mobilitazione!

(UNWEB) Non è solo la pandemia da coronavirus oggi, a minacciare la sopravvivenza del mondo agricolo umbro: la proliferazione dei cinghiali che negli ultimi mesi ha raggiunto livelli insostenibile anche a causa delle restrizioni imposte, rappresenta un macigno che continua a gravare sulle attività di tante imprese. È il nuovo forte allarme scaturito dalla giunta straordinaria di ieri della Coldiretti Umbria, che ha deciso di impegnarsi in nuove iniziative nell’ambito della mobilitazione contro l’emergenza fauna selvatica, intrapresa dall’organizzazione agricola.

La forte e reale preoccupazione - ha sottolineato il presidente regionale Coldiretti Albano Agabiti - è che la situazione nei prossimi mesi primaverili diventi esplosiva, con i cinghiali che già in questo periodo “sono al lavoro” nella loro opera di saccheggio e distruzione delle campagne. Le conseguenze del covid - ha aggiunto Agabiti - si fanno sentire su tutto il tessuto produttivo, ma gli agricoltori da troppo tempo stanno lottando senza un efficace antidoto anche la battaglia contro gli animali nocivi, che azzerano semine, devastano terreni e recinzioni, compromettono i raccolti. I nostri imprenditori sono stanchi, scoraggiati e arrabbiati per un’emergenza che sembra non finire mai.

Per questo - spiega Agabiti - non abbiamo intenzione di abbandonarli in questa “battaglia di civiltà” e siamo pronti a rilanciare il nostro impegno in tal senso. Si tratta di un problema che compromette parimenti anche l’ambiente e la biodiversità e minaccia la sicurezza pubblica, tanto che le cronache raccontano ormai sempre più spesso di incontri ravvicinati dei cittadini con gli ungulati non solo sulle vie di comunicazione o nelle campagne, ma pure all’interno delle città umbre. Ma a preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Specie in questo periodo di grande difficoltà quindi - afferma Agabiti - occorre moltiplicare gli sforzi e mettere in campo ogni iniziativa utile a fermare l’incontrollata proliferazione dei cinghiali, che si stima abbiano superato abbondantemente i 100mila esemplari.

È necessario - ribadisce Mario Rossi direttore Coldiretti Umbria - fare di tutto e prima possibile per arrestare le devastazioni su tutto il territorio regionale, che aggravano le già consistenti perdite dovute alla pandemia da coronavirus. L’insofferenza e la disperazione dei nostri agricoltori, costretti a vigilare anche di notte sulle proprie colture, è pienamente giustificabile, al pari del loro scoramento per l’insufficienza e lentezza dei risarcimenti, da evitare “a monte” con una prevenzione efficiente, utile anche a risparmiare pubbliche risorse. Gli agricoltori chiedono solo di poter legittimamente esercitare il proprio diritto al lavoro, senza doversi trasformare continuamente in “controllori” che tra l’altro poco possono contro la furia di interi branchi di cinghiali che scorrazzano a loro piacimento in tutta l’Umbria. Dopo che il problema è stato ormai ampiamente riconosciuto come deleterio per imprese e collettività - conclude Rossi - serve agire con estremo pragmatismo e velocità, per evitare la chiusura di attività vanto di quel made in Umbria agroalimentare che tutti convintamente sostengono e garantire la sicurezza delle nostre comunità. Se l’emergenza coronavirus richiede interventi straordinari e urgenti, anche questa minaccia va affrontata con la stessa determinazione e con tutte le misure possibili ad ogni livello: non è più tempo di rinvii o di mezze decisioni, che non fanno bene a nessuno!

Nota della Redazione

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