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Economia

Umbria cuore verde e modello della giovane filiera del luppolo italiano, tra novità e sfide si è fatto il punto con un incontro a Città di Castello

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Settembre 2023 – 20:31 3 min di lettura

relatori2(UNWEB) CITTA' DI CASTELLO – Importanti novità e un ricco confronto hanno animato l'evento dedicato alla Filiera del luppolo italiano organizzato dalla Rete di imprese "Luppolo Made in Italy", in collaborazione con la rivista Imbottigliamento.

Durante l'incontro "La Filiera del luppolo italiano: aggregazione, sviluppo e promozione. Il Modello Umbria", che si è svolto lunedì 25 settembre nell'azienda agricola Il Lombrico Felice di Città di Castello, dai vari interventi è stato ribadito che l'Umbria è sempre più il cuore verde della filiera del luppolo italiano.

L'evento, inserito nella campagna di promozione della Filiera corta del luppolo sostenuta dalla Misura 16.4.2 del PSR della Regione Umbria, ha visto la partecipazione di una platea qualificata di rappresentanti istituzionali, imprenditori agricoli aggregati nel progetto di sviluppo della filiera, rappresentanti del mondo agricolo e rilevanti stakeholders del settore birrario.

La presentazione di Stefano Fancelli, presidente della Rete "Luppolo Made in Italy", ha ripercorso il lungo cammino progettuale e imprenditoriale della pur giovane filiera del luppolo e ha illustrato le principali novità e le nuove sfide della Rete, un progetto di filiera corta che riunisce oltre 25 imprese: "Con il progetto di Filiera corta del luppolo sostenuto dalla Misura 16.4.1 del PSR della Regione Umbria il nostro territorio è divenuto il cuore della filiera nazionale – ha spiegato Fancelli – con le nuove sfide della Filiera che sono quelle della sostenibilità, certamente economica e sociale, ma soprattutto ambientale di fronte ai cambiamenti climatici che mettono a rischio la produzione di luppolo nei paesi tradizionali."

Fancelli ha poi aggiunto: "La scelta della filiera corta è decisiva per la strategia della sovranità alimentare, per produrre una birra al 100% Made in Italy, che continui a crescere come nuova eccellenza tra le produzioni agroalimentari del nostro Paese."

Presente all'incontro anche il vicepresidente della Regione Umbria e assessore regionale all'Agricoltura Roberto Morroni, che ha dichiarato: "L'Umbria è diventata un importante centro di produzione del luppolo che vive una proficua stagione anche grazie al sostegno del Piano di sviluppo rurale. Una coltura ad alto valore aggiunto e di crescente interesse in parallelo allo sviluppo del mercato delle birre artigianali di qualità in Italia. In Umbria esistono le condizioni per la crescita di questa nuova filiera strategica, sulla quale stiamo puntando, accanto a quelle che riguardano le produzioni tradizionali del territorio, come il tartufo e l'olio. L'opportunità da cogliere da parte delle imprese agricole e di trasformazione – ha proseguito Morroni – è di aggregarsi e di investire con la consapevolezza delle azioni messe in campo dalla Regione Umbria, per favorire i processi di incremento alla produzione e di valorizzazione. Il 'Modello Umbria' si completa, infatti, con il programma di promozione del luppolo ottenuto dalla Filiera corta: una novità per la birra italiana che per la prima volta diviene un prodotto di eccellenza dell'agroalimentare". 

Matteo Bartolini, presidente di CIA Umbria e vicepresidente nazionale con delega al settore birrario, nel suo intervento ha richiamato "l'importanza che la nuova filiera del luppolo può rivestire nel portare rilevanti opportunità di crescita del reddito per le imprese agricole del nostro territorio". Inoltre, ha aggiunto, la Filiera Umbra offre un modello di eccellenza che si mette a disposizione di tutta la filiera agricola della birra italiana".

Di grande interesse gli interventi degli stakeholders del settore presenti, con il direttore nazionale di Unionbirrai, Vittorio Ferraris, e dei Birrifici umbri, con Marco Farchioni di Mastri Birrai Umbri, Antonio Boco di Birra Perugia, Daniele Socali di Birrificio Altotevere.

Il direttore dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Umbria, Franco Garofalo, ha ricordato il percorso intrapreso dalla Filiera del Luppolo, tutto inserito nella Misura 16 del PSR della Regione Umbria, dalla cooperazione per l'innovazione, con la Misura 16.2.1, passando alla decisiva Misura 16.4.1 dedicata allo sviluppo di nuovi luppoleti e agli investimenti, fino alla promozione con la Misura 16.4.2: "Un percorso che fa del Luppolo una buona pratica di coerente ed efficace utilizzo delle opportunità offerte dal Programma di sviluppo rurale".

Rilevanti, infine, anche gli interventi del mondo della ricerca e dell'innovazione con il professore Giuseppe Perretti e la dottoressa Katya Carbone del CREA Nazionale.

Nota della Redazione

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