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Cultura

Tra arte e consumo: Piergiuseppe Pesce espone in un centro commerciale La mostra presentata da Catia Monacelli, curatore e critico d’arte

Di Redazione Umbria Notizie Web 16 Febbraio 2015 – 10:57 3 min di lettura

lisapesce(ASI) GUALDO TADINO (Perugia) - Dissacrante, onnivora, pretestuosa e conflittuale, è tutta l'opera dell'artista di origini partenopee Piergiuseppe Pesce, che vive e lavora da oltre trent'anni in Umbria, a Gualdo Tadino, sede elettiva della Cube-gallery ed anche del suo mondo creativo, in cui processi di grande produttività e accumulazione, danno origine a mostre che sono il frutto di una stratificazione esistenziale, fino ad essere puro caos e confusione, come una pellicola di un film che impazzita, srotola immagini a ritmo sfrenato. "Eppure" spiega Catia Monacelli, curatore e critico d'arte, "ciò che appare infine davanti ai nostri occhi è estremamente lucido, calcolato, tagliente, sottile, in una parola sola: geniale. Ho visto pochissimi artisti far emergere da tanta frenetica confusione, una così straordinaria sintesi".

Domenica 15 febbraio, a Corciano, presso lo spazio galleria del Gherlinda, prospicente al cinema, è stata inaugurata la sua nuova personale dal titolo "XX Secolo. Crescete e moltiplicatevi", che già promette di suscitare grandi polemiche, per i temi sensibili trattati. A rapire questa volta l'attenzione dell'artista, dopo aver esposto in tutto il mondo, ed in decine di spazi istituzionali, tra gallerie pubbliche, private e musei, è proprio "un luogo-non luogo", come lo definiscono i sociologi. Siamo infatti all'interno di un centro commerciale, uno spazio senza identità, nel quale la civitas, si è geneticamente trasformata nella civiltà omologante dei consumi. Ed è in questo luogo fluttuante, di passaggio, di circolazione e rapida comunicazione, che Piergiusepe Pesce mette in scena per quindici giorni uno straordinario spettacolo fatto di colori, di forme, di pensiero e di icone del secolo appena trascorso. Vicino alla corrente internazionale e postmoderna del neo pop, miscela i simboli di culture diverse rimandando al grafitismo urbano, al mondo dell'underground, ma anche ai fumetti e al web design. Le opere che fanno parte di questo progetto raffigurano soggetti tratti dall'universo mediatico, icone del quotidiano note a tutti e riconoscibili.

Ed ecco allora che disparati protagonisti sono costretti a coabiatare in un improbabile spazio comune. Attraverso il linguaggio critico e ludico che lo caratterizza, anche la carrellata di personaggi e simboli che l'artista propone rappresenta un grande riassunto del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle, con le sue contraddizioni, con le sue star, con il suo modo di vivere il pianeta. "Non mancano anche questa volta", continua Catia Monacelli, che ha presentato il progetto, "richiami critici verso l'attualità e le notizie di cronaca drammatiche di questi ultimi tempi: Pesce non può fare a meno di essere azzardato, ribelle, senza filtri e brutale, poiché l'arte, quando è tale può dire tutto, e lui racconta il suo essere Je suis Charlie, andando ben oltre la scomoda satira, osservando tutto apparentemente da un altro pianeta, senza giudizi morali o etici, senza vincitori né vinti". Lo spettatore entra di diritto a far parte della scena personificando se stesso e partecipa ad una performance destinata sia ai principianti che ai giocatori più esperti. La grande lezione delle avanguardie storiche del Novecento arriva fino a noi in veste contemporanea e concettuale.

Anche questa è in fondo un'eredità del XX secolo: un nuovo approccio nel fare arte e nel fruirla, un'apertura a 360° verso il mondo in cui viviamo e che solo ora possiamo percorrere contemporaneamente sia in senso geografico che in senso storico. L'iniziativa è promossa da Oxigene Symbiotic Ambient, nelle persone di Alessandra Anca Palel e Michele Martinelli, che hanno deciso di accogliere volutamente un progetto forte e dirompente, ma di altissimo livello artistico, capace di attirare non sono gli esperti d'arte, ma anche un pubblico più giovane. Non a caso le opere di Pesce fanno parte anche della collezione privata di Fedez, uno dei volti rap più amati in Italia dai ragazzi e non solo. Durante la manifestazione è intervenuta per un saluto il Direttore del Corriere dell'Umbria Anna Mossuto, che in particolare ha analizzato i lavori dell'Artista dal punto di vista mediatico e comunicativo.

Nota della Redazione

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