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Sport

Corciano – l'8 maggio tutti con Jenny Narcisi. la sua vita è lo sport, e lo sport le ha davvero cambiato la vita

Di Redazione Umbria Notizie Web 7 Maggio 2015 – 15:20 3 min di lettura

jenny 2Calabrese di nascita, umbra d'adozione, pedalando e studiando ha trovato se stessa. Con il progetto 'In bici per la vita' vuole diventare testimonial di speranza

(ASI) Corciano. "Sono nata affetta da macrosomia, una patologia che evidenzia una differenza di volume tra gli arti inferiori ed il blocco meccanico della caviglia, sia in estensione che laterale. Dalle prime cure al Bambin Gesù di Roma, con lo stivaletto gessato che avrebbe dovuto impedire l'accrescimento a sinistra e favorire un riequilibrio, alla scoperta, a 14 anni del ciclismo, c'è un percorso lungo, impegnativo, doloroso, per acquisire la consapevolezza che portava San Francesco a vedere ogni cosa come creazione di Dio e, quindi, come buona.

Ci sono persone, che mi sono state vicino a partire dalla mia famiglia, per la quale ero una bimba 'speciale' e non 'diversa' e ci sono sogni. Per me e, oggi, anche per gli altri". Jenny Narcisi ha 27 anni ed è bellissima. Ha lottato, ha studiato, ha capito. O meglio, ha intrapreso un viaggio che non ha un punto d'approdo ma si vivifica costantemente di nuove esperienze grazie alla lotta – per superare le sue barriere, allo studio – da Ragioneria nella nativa Calabria è passata alla facoltà di Scienze Motorie all'Università di Perugia dove si è laureata (triennale e specialistica) con tesi 'a misura' di patologia e di se stessa, alla comprensione, all'indipendenza – è rimasta in Umbria, a Corciano, lavora part time per vivere le sue scelte, ed ai sogni. Tra i più immediati la Nazionale Paralimpica di Ciclismo, il brevetto di un dispositivo che possa equilibrare la pedalata, diventare testimonial di eventi che possano far comprendere che lo sport può davvero salvare la vita e, non ultimo, superare un concorso letterario-sportivo indetto dal Coni. Jenny racconterà se stessa, nel pomeriggio di venerdì 8 maggio, alle 17,00, alla Biblioteca "G. Rodari" di San Mariano, nella presentazione, del suo progetto "In Bici per la Vita" a cura dell'Associazione BiciCuoreDiabete Onlus. Gli angeli custodi di Jenny - lei che dice di credere negli angeli da chiamare la sua penultima bici da corsa "Angelica", prima dell'attuale "Wokini" dal termine in lingua lakota che significa "nuova vita, una vita di pace e felicità" – sono molti, alcuni saranno presenti al seminario, ma ci sono anche Andrea Biscarini, docente alla facoltà di Scienze Motorie che l'ha seguita nella tesi specialistica, Roberto Burdo ed Alberto Pagnottini, rispettivamente gli attuali allenatore e biomeccanico, il padrone di casa, Gabriele, che la sta seguendo con l'attenzione di un altro padre, ed anche i suoi datori di lavoro, all'Euronics del Quasar Village, che stanno appoggiando il suo progetto. Oltre naturalmente alla ConadPac 2000 che ne sostiene la partecipazione alle gare ed ha saputo intravedere in questa ragazza minuta e forte un esempio da valorizzare. Jenny parlerà di tutte le sue vicissitudini, pure dell'incidente che, nello scorso periodo pasquale, poteva frenarne la corsa e che, invece, l'ha solo rallentata e resa più forte. "Sono reduce – racconta – da una gara a Brescia, l'ho portata termine ed ho ottenuto un buon tempo. E' come vittoria. Le barriere non esistono, i mondi possono comunicare ed il mio Progetto nasce dalla volontà di spendermi perché nessun bambino sia isolato. Io mi sento completa solo con l'agonismo, per esso e per gli altri, voglio spendermi".

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